Stasera bei bocete
andè a dormir bonora
parchè dopo le sète
San Nicolò’l vièn fòra..
co i cava la tovàia
corè sùbito in lèt
e prepareghe pàia
e fièn pa ‘l so musèt!
(Belumat)
Questa poesia accompagnava a letto noi bambini con la paura di non trovare nulla sul tavolo o fuori dalla porta, per qualche marachella fatta.
Un bicchiere di vino (se grappa bianca meglio per il freddo) una carota e un po’ di fieno e tanta paura, coperti nei nostri letti fino alla testa!
Questo era San Nicolò, un vecchio con la barba, forse non ricco: portava poche cose.
Ai regali “grossi” pensava Babbo Natale.
Mandarini, caramelle e magari un paio di calzini o un quaderno.
Che meraviglia!
Ma la gioia più grande era vedere il bicchiere asciutto, magari rovesciato dalla fretta, il piatto vuoto.
Era passato il buon “vecchio” San Nicolò: si sentiva nell’aria con il suo profumo di mandarini.
Ed ancor viva è oggi la tradizione, soprattutto in alcune zone del Bellunese.
A Cortina, per esempio, San Nicolò arriva in piazza accompagnato dai Krampus: diavoli dall’aspetto spaventoso. Indossano maschere di legno, pelli di animali e avanzano sbattendo grosse catene.
Facendo rumore, spaventano e ammoniscono i bambini che sono stati discoli durante l’anno.
Un tempo San Nicolò era l’unica occasione per ricevere dei doni. La letterina dava la libertà di chiedere quello che ogni bimbo sognava. E se non arrivava?
Pazienza, ci si accontentava. Come dice una canzone dei Belumat, “se non puoi portami quello che vuoi!”
La tradizione a Belluno vuole che, nella piazza dei Martiri, si insedi il mercatino di San Nicolò con bancarelle di dolciumi e piccoli giocattoli.
LEGGENDE
Oggi ve ne raccontiamo due forse poco conosciute.
Pronti?
Tantissimo tempo, passando in una piazza, il vescovo Nicola incontrò dei bambini poveri. Era proprio il 5 dicembre: giornata fredda. Erano infreddoliti e non avevano di che sfamarsi.
Nicola regalò loro delle mele. Cosa successe? Durante la notte diventarono d’oro!
Un’altra leggenda narra che tre fanciulle molto giovani non potevano essere date in moglie non avendo nulla in dote. I padri disperati si rivolsero così a San Nicola piangendo disperati.
Il Santo commosso dalla loro sofferenza decise quindi di aiutarli. E la notte introdusse un sacchetto attraverso una finestra aperta. Nelle altre case, trovando la finestra chiusa introdusse il sacchetto attraverso il camino. Cosa conteneva? Monete d’oro.
CURIOSITÀ
In Olanda la festa di San Nicola è particolarmente sentita.
La sera in famiglia si intonano canti e poesie. Per ricevere regali e doni, non basta esprimere un desiderio: bisogna guadagnarselo cantando e preparandola propria scarpa davanti al camino. Si mangiano: speculaas, taai-taai e pepernoten, tipici della tradizione.
Alla prossima!
E fate i bravi… altrimenti San Nicolò non arriva!





