La donna dai piedi di capra: l’Anguana e la sua leggenda

La donna dai piedi di capra: l’Anguana e la sua leggenda

 

Le Dolomiti sono popolate da folletti ed esseri magici che vivono nei boschi e nei fiumi.

Esseri a volte dispettosi. Come l’Anguana. 

Chi è?

È una creatura che vive nei fiumi e nei laghi, ma a volte la troviamo anche fra gli anfratti delle rocce, perché il suo aspetto muta a seconda della situazione.

Creature a metà donna e metà capra o serpente.

Donne bellissime o streghe malefiche…

Oggi vi portiamo in un laghetto fra le montagne bellunesi dove viveva una bellissima Anguana che si presentava sotto forma di ninfa.

Capelli lunghi rossi e piedi caprini.

Segni particolari? Amante del formaggio!

Un amore travolgente, il suo: tanto da entrare in tutte le case per rubarlo, gettando nel panico l’intera comunità del luogo.

In una delle sue irruzioni, un giovane e bel pastore la scoprì.

E prima ancora di rimproverarla se ne innamorò.

Quanto era bella!

Il giovane pastore la chiese in sposa e lei accettò a una condizione: mai avrebbe dovuto prendersi gioco di lei per i suoi piedi caprini.

In caso contrario, il povero pastore sarebbe stato oggetto delle sue maledizioni. E così accettò di buon grado. Era una storia d’amore da favola e nacque pure un bellissimo bambino.

Ma, anche nelle migliori coppie, arriva qualche bisticcio.

Un giorno, al culmine di un diverbio, il pastore non mancò di rinfacciare all’Anguana i suoi piedi di capra. 

Non lo avesse mai fatto…

Arrivò prontamente la maledizione: il povero figlio non si sarebbe mai sposato a causa dei piedi caprini!

L’Anguana sparì fra i boschi e abbandonando il povero pastore con un bimbo in fasce.

Quel bimbo divenne un bellissimo ragazzo, ma i suoi piedi di capra gli impedirono di sposarsi con una bellissima ragazza.

In preda alla disperazione ricordando la maledizione della madre Anguana, si gettò da una rupe in una notte d’estate.

Proprio in quel momento la terra tremò e inghiottì il lago dove viveva la madre.

Si narra che in alcune notti di fine estate, con la luna piena si senta ancora il lamento dell’Anguana per quel figlio disperso.

Con l’autunno tutto tace: c’è solo il lento scendere delle foglie che si adagiano in un tappeto soffice e colorato.

Il pastore è lì e aspetta il ritorno del suo adorato figlio.

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