Riceviamo e pubblichiamo il pensiero di Ludovico Tabacchi, presidente della Federazione provinciale di Gioventù Nazionale Belluno: i militanti sono impegnati nella manifestazione “Catene di libertà”
Nel primo fine settimana di confinamenti Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, scende nelle piazze italiane per manifestare, pur nel rispetto delle normative vigenti, il proprio dissenso verso l’assoluta mancanza di considerazione che il governo italiano ha riservato alla generazione degli Under 35, la quale è stata completamente ignorata e umiliata. Gli esempi sono molteplici, a partire dall’assenza di fondi strutturali destinati alla didattica a distanza, fino alla mancata elaborazione di un piano per il sostegno della scuola e delle università, quando durante il periodo estivo vi era tutto il tempo per prepararsi alla recrudescenza del virus che era stata da molti esperti preventivata.
Le domande che ci poniamo sono molteplici: perché investire tanti milioni di euro nel bonus monopattini quando era arcinoto al Ministro Azzolina che vi era una grave carenza di dispositivi informatici fra le famiglie meno abbienti? Come si può introdurre un sistema alternativo alla didattica in presenza senza prevedere gli strumenti per la realizzazione delle Dad? Non solo, ma perché non cogliere l’occasione di questa crisi per dare finalmente un’accelerata allo sviluppo digitale del sistema Italia, tanto agognato soprattutto nell’istruzione?
Questi e molti altri sono i quesiti urgenti ai quali chiediamo immediata risposte. È un momento di crisi senza precedenti e vi sono intere generazioni di Under 35 che rischiano seriamente di vedere il loro futuro compromesso non solo dal virus, ma anche dalle inspiegabili scelte di un Governo che pare viva di improvvisazione assoluta, dal momento che non sono altrimenti spiegabili certe scelte del tutto prive del requisito della logica.
La nostra nazione sta rivivendo la stessa situazione di marzo, ma otto mesi fa nessuno aveva mai affrontato una pandemia, alcuni errori erano pertanto prevedibili. Perseverare oggi su quegli errori significa condannare a morte non solo la nostra economia e il nostro tessuto sociale, ma soprattutto il futuro dell’Italia. Abbiamo visto nelle piazze la tensione sociale che sta iniziando a salire, abbiamo visto persone piangere con dignità perché hanno perso tutto, e lo Stato sembra sordo di fronte all’urlo di queste categorie fortemente penalizzate dai vari provvedimenti governativi.
Alla luce di quanto sopra argomentato, mentre il governo persevera nel varo schizofrenico di Dpcm dalla dubitabile legittimità, noi scegliamo di scendere in piazza per stare vicino agli Italiani, per non rinunciare al nostro Futuro.
Mentre loro distruggono l’Italia e ci negano i diritti costituzionali fondamentali, noi ci incateneremo per la Libertà.
Oltre a questo, mi sento in disaccordo con alcune iniziative messe in atto dal governo, nella fattispecie è mancata la sincerità e la coerenza nelle decisioni prese nei confronti dei ristoratori, dei commercianti e comunque di tutte le piccole medie imprese italiane che fatturano circa 2000 miliardi l’anno: credo che in un momento di crisi come quella che stiamo vivendo sia spiacevole vedere vanificati i sacrifici non solo fisici ma anche a livello di spese sostenute per rientrare nelle linee guida nazionali. Probabilmente durante la stagione estiva è mancata la prevenzione e i controlli che avrebbero sicuramente permesso a molte serrande di rimanere sollevate e non di essere abbassate per sempre.





