È il 5 novembre 1966 e, in seguito a una catastrofica alluvione, muore il medico di Longarone, Giuseppe Trevisan.
Solo un grande uomo, oltre che un grande professionista, poteva colmare il vuoto lasciato dal dottor Trevisan. E quell’uomo si è puntualmente materializzato: arrivava dalla Sicilia. In particolare dalla provincia di Enna, dove era nato nel 1937. Si chiamava Antonino Vicari Sottosanti: un figlio del Sud, diventato a tutti gli effetti un longaronese, perfettamente inserito nella comunità.
Quella stessa comunità che oggi ne piange la scomparsa: il dottor Vicari se n’è andato la scorsa notte, all’età di 83 anni. «Nel 2016 – lo ricorda il sindaco Roberto Padrin – ho avuto l’onore di consegnargli un più che meritato “Premio Longarone”. Una persona che nessuno dimenticherà. Sempre disponibile, gentile, ha dato tutto se stesso per la rinascita del paese dopo il Vajont. Quanti lo ricordano in fiera, nella Pro Loco, nel calcio. È stato il nostro presidente. Ciao “Nino”, ti abbiamo voluto bene».
Laureato a Catania, si è poi specializzato nell’ambito della Medicina legale, senza mai trascurare l’impegno nella sfera pubblica. E nel mondo dell’associazionismo: amministratore comunale, giudice conciliatore, punto di riferimento e vertice di Longarone Calcio, Pro Loco, Rotary Club. In più, è stato insignito con l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.
Insomma, una persona poliedrica, di rara sensibilità. E un faro nella ricostruzione, anche sociale, post tragedia. Quel faro che, attraverso il ricordo, rimarrà sempre accesso.





