
Temporale e pioggia battente. Metaforica e non. Perché quando si parla di Acc, piove sempre sul bagnato. Anzi, grandina. La situazione sembrava risolta qualche settimana fa: una rinascita in piena regola, con tanto di benedizione governativa. Invece, basta che le banche facciano orecchi da mercante, e finisce tutto. Senza liquidità, lo stabilimento si ferma.
È questa la situazione che i lavoratori e i sindacati hanno portato in piazza ieri mattina, sotto una pioggia battente. Ombrelli e striscioni di Cgil, Cisl e Uil sotto la Prefettura. E poi striscioni e manifesti davanti alle sedi delle banche. Perché in questo momento tutto ruota attorno agli istituti di credito, che dovrebbero garantire la liquidità necessaria a mandare avanti la fabbrica di Mel (peraltro con copertura da parte dello Stato) e che invece rimangono silenti e trincerate dietro i loro sportelli. E se non arrivano prestiti entro la fine del mese, salta tutta l’operazione di rilancio. Ecco perché il grido di aiuto è stato recapitato al prefetto.
«Le banche devono intervenire: tutti gli obiettivi del piano industriale sono stati puntualmente soddisfatti e migliorati – dicono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil -. Chiediamo agli istituti di credito che facciano la loro parte. Perché tante resistenze? Forse perché l’operazione Acc non è profittevole, dato che le banche ricaveranno un tasso di interesse definito dalla legge, quindi più basso dei valori di mercato? E il compito sociale? Acc dà lavoro a 300 famiglie, ma è un’azienda importante anche per il territorio».
Dello stesso avviso anche il sindaco di Borgo Valbelluna, Stefano Cesa, e il presidente della Provincia Roberto Padrin, presenti alla manifestazione: «Serve sbloccare subito la situazione e poi lavorare a una soluzione strutturale. Acc è un patrimonio per la Sinistra Piave e per l’intera provincia».
Prossimo passo? I lavoratori si dicono disposti a tutto. E attendono con impazienza l’incontro in Regione dell’8 settembre. Da lì si capiranno le mosse future. E anche se qualche banca sarà uscita dal silenzio assordante.





