Il ritorno in montagna, dopo un periodo scandito dai divieti, si è trasformato in tragedia.
Questa mattina, attorno alle 9.30, una massa di neve e ghiaccio si è staccata dalla Tofana. E ha travolto il ventitreenne Tommaso Redolfi. Per il giovane scialpinista bellunese non c’è stato nulla da fare. Con lui c’era pure il fratello, rimasto illeso.
Scendendo dalla Rozes, il ragazzo ha imboccato un canale che porta dietro Punta Marietta. A metà discesa, però, un atroce destino ha assunto le forme di una valanga. E Tommaso è stato trascinato per oltre 200 metri.
A quel punto il fratello, da posizione più elevata, ha lanciato l’allarme: una volta imbarcato il personale del Soccorso alpino e della Guardia di finanza di Cortina, è arrivato sul posto l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Il corpo del giovane, ormai privo di vita, era a circa 2.550 metri di quota. E i soccorritori sono sbarcati con un verricello di 70 metri. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata poi condotta a valle e accompagnata nella cella mortuaria di Cortina.
Tra le cause della tragedia, potrebbe esserci il sensibile rialzo delle temperature: la giornata di sole, infatti, ha indotto diversi escursionisti a raggiungere la zona.
E ora la famiglia, gli amici, ma anche un’intera provincia piangono la scomparsa di un giovane dinamico, amante dello sport, della montagna e brillante pure nello studio. Parole di cordoglio sono state espresse dallo Sci Club Ponte nelle Alpi: «Oggi è una giornata tristissima per tutti noi, che vogliamo bene alla famiglia Redolfi. Ricordiamo Tommy: lo abbiamo visto crescere con i nostri figli. E abbracciamo Marco, Sara e Francesco».





