La libertà ha un profumo speciale. E non ha misura. Va oltre il metro.
Ha il profumo di una sveglia che suona, di sbadigli, di mamme trafelate.
Ha il profumo delle fermate dell’autobus chiassose.
Di teste piegate sui libri: un ultimo ripasso prima del compito.
Ha il profumo dell’ansia di un compito in classe, di una campanella che suona, di una ricreazione veloce.
Ha il profumo di un autubus perso, uno zaino in spalla.
La libertà ha il profumo di una festa di compleanno, di bimbi festanti in giardino.
Ha il profumo del traffico, di auto ferme in colonna.
Ha il profumo di popcorn in un cinema o di una corsa in bicicletta.
Ha il profumo di una pizza mangiata in compagnia, di un negozio di vestiti o del caffè bevuto al bar, di una passeggiata o di un viaggio in macchina.
Ha il profumo di una chiacchierata coi vicini, del tempo che passa e del tempo che non basta mai.
Ha il profumo della sala d’attesa per una visita medica, tra sbuffi di gente stufa di aspettare. E di un numero tra le mani, al banco dei salumi di un supermercato.
Ha il profumo di un paio di jeans indossati con una camicia, di un paio di scarpe al posto delle ciabatte.
Ha il profumo di aver dimenticato qualcosa da comprare, di una libreria, di un teatro o di un concerto.
Ha il profumo della sera quando i papà rientrano dal lavoro, di mani sudate in palestra, dello sport, del ballo.
Ha il profumo degli incontri, di una stretta di mano e di un abbraccio.
Ha il profumo di una chiacchiera in piazza, di un panorama, di un tramonto.
Ha il profumo di una giacca per uscire, del caos, dello stress, di un’interrogazione andata male.
Ha il profumo delle piccole cose oltre quel metro….





