«Andrà tutto bene». Ce lo dicono anche gli ospiti e il personale della Rsa di Cusighe (Residenza sanitaria assistenziale per persone con disabilità). Dopo l’articolo in cui la nostra Francesca aveva invitato ognuno di noi a «inondare d’affetto» i ragazzi, gli anziani, le donne e gli uomini accolti nella struttura, proprio da Cusighe arriva un emozionante attestato di ringraziamento.
Vorremmo partire da una parola chiave del nostro vocabolario. Una parola che dovrebbe essere usata più spesso in situazioni per così dire “normali” e a maggior ragione in un periodo difficile come quello che sta attraversando il nostro Paese: la parola è “grazie”.
Gli ospiti e l’equipe della Rsa di Cusighe intendono dire “grazie” a Francesca non solo perché, con un articolo di riflessione, ha fatto luce sulla nostra realtà, tante volte dimenticata. Ma “grazie” anche perché, da più di due anni a questa parte, ha sviluppato una serie di iniziative per i nostri ragazzi con uno spirito, una passione e un’allegria contagiose.
Per ovvie ragioni, al momento attuale, tutte le attività che prevedono ingressi di figure esterne alla struttura sono sospese a causa delle disposizioni ministeriali. Da un giorno all’altro, gli ospiti hanno modificato il loro stile di vita, senza riuscire a comprendere fino in fondo il motivo di tutto ciò. Perché è inutile nascondersi dietro a una goccia d’acqua: tutti noi siamo scombussolati di fronte a questa emergenza e alla necessità di modificare i ritmi che hanno sempre contraddistinto le nostre giornate. È vero che qui il tempo stenta a passare per i nostri ragazzi, privati all’improvviso di quegli stimoli basilari che ravvivano e rafforzano le loro e le nostre giornate.
Da parte dell’equipe della Rsa, l’impegno è massimo affinché il periodo attuale diventi ricco di sorrisi e divertimento, staccando la spina dalla routine quotidiana in un momento storico che pullula di informazioni tristi. Sapere che qualcuno ci pensa e dà voce ai nostri ospiti e professionisti, ci dà una nuova forza per rendere il nostro lavoro una missione, senza che manchi mai l’ironia. La stessa che permette di affrontare tutto con spirito rinnovato.
I ragazzi e l’equipe della Rsa





