Vetri d’autore, a giugno apre al pubblico la collezione Franzoia – Nasci

Vetri d’autore, a giugno apre al pubblico la collezione Franzoia – Nasci

Sta cominciando a prendere forma, all’ultimo piano di Palazzo Cusano (sede del museo Rizzarda), la collezione Franzoia – Nasci, donata a dicembre alla città di Feltre dall’architetto Ferruccio Franzoia, secondo le volontà della compagna Carla Nasci. Quasi ottocento vetri d’autore, del valore stimato di oltre 1 milione e mezzo di euro, che arricchiranno il museo Rizzarda e lo faranno diventare “Uno dei poli di maggior interesse in Italia per le arti decorative”, come evidenziano l’assessore alla cultura di Feltre Alessandro Del Bianco e lo stesso Franzoia. L’architetto feltrino si è occupato personalmente del progetto di allestimento delle sale. Saranno circa 300 i pezzi in mostra, esposti nelle tre sale che compongono l’ultimo piano del palazzo. 40 pezzi firmati Carlo Scarpa, 120 ad opera di Vittorio Zecchin, realizzati per i mastri vetrai Cappellin e Venini. E poi Zuccheri, Bianconi, nomi che hanno fatto la storia del vetro d’arte veneziano del secolo scorso a livello italiano e non solo, datati fra gli anni 20 e 40. “Finalmente si fa quello che non si è fatto per 80 anni – spiega Franzoia – da quando cioé Carlo Rizzarda lasciò in dote alla città la sua dimora e un buon gruzzolo di soldi per acquisire opere. Il suo intento, già allora, era quello di dare vita ad un museo delle arti decorative. Fino ad oggi la sua volontà è restata inascoltata”. Se tutto andrà secondo programma, l’inaugurazione è prevista per giugno.

 

Nella prima sala saranno esposti i 120 pezzi che compongono la collezione dedicata a Vittorio Zecchin, poliedrico artista che lavorò a Venezia a partire dal 1921 per la neonata vetreria Cappellin – Venini (che poi, quattro anni dopo, divisero le loro strade). La sala centrale sarà suddivisa in tre spazi. Al centro il cuore più prezioso dell’intera collezione, i 40 pezzi realizzati da Carlo Scarpa prima per Cappellin e poi per Venini, che saranno esposti in un apposito contenitore a centro sala. Ai lati, da una parte i bellissimi oggetti realizzati da altri grandi nomi (tra i quali Zuccheri e Bianconi), dall’altra altri pregiati pezzi senza firma, quelli che Franzoia chiama “il rumore di fondo”. Nella terza sala, più piccola, troverà spazio la collezione dei “vetri da mensa”, autentica passione di Franzoia, che nel corso degli anni è andato alla ricerca di alcuni servizi da tavola di valore inestimabile. “Saranno due le collezioni esposte – spiega l’architetto -. La prima, che trovai a New York, fu realizzata da Cappellin ed appartenne ad Arturo Toscanini, e può contare su alcune boule da cognac realizzate in esclusiva e non presenti in nessun catalogo commerciale. L’altra collezione, in cristallo di Boemia, appartenne al soprano favorito di Toscanini, Bianca Scoccati”.

 

Il progetto totale ha un costo di 250 mila euro, dei quali circa la metà serviranno per l’allestimento vero e proprio, che prevede la completa revisione del piano e l’adeguamento dell’impianto di illuminazione. Sarà realizzato anche un catalogo di 400 pagine, che ripercorrerà la storia del vetro veneziano, oltre a presentare tutti i pezzi esposti.

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