Nuovo semaforo a San Gervasio, SiAmo Belluno: «Rischia di aumentare le code»

Nuovo semaforo a San Gervasio, SiAmo Belluno: «Rischia di aumentare le code»

Il nuovo semaforo di San Gervasio resta al centro del dibattito sulla viabilità cittadina. Dopo la Fiab, a sollevare dubbi sull’intervento è anche il laboratorio politico “SiAmo Belluno”, che attraverso il portavoce Biagio Giannone, assessore ai Lavori pubblici del Comune dal 2017 al 2022, chiede all’amministrazione di chiarire le ragioni tecniche alla base della scelta e le possibili conseguenze sul traffico. L’intervento si inserisce in una fase caratterizzata da diversi cantieri e modifiche alla viabilità, dai lavori in viale Fantuzzi a quelli di via Feltre. Ma è soprattutto il nuovo impianto di San Gervasio ad attirare l’attenzione del laboratorio politico, che riferisce di aver ricevuto diverse segnalazioni da parte dei cittadini. «Parliamo di un’arteria particolarmente trafficata, che già oggi presenta importanti criticità nelle ore di punta, soprattutto al mattino e in corrispondenza dell’uscita degli studenti dalle scuole», afferma Giannone. Secondo SiAmo Belluno, il timore è che il semaforo possa tradursi in ulteriori code e rallentamenti, con effetti che potrebbero estendersi anche al resto della viabilità cittadina.

Un altro punto sollevato riguarda i mezzi di emergenza e soccorso. Nelle vicinanze si trovano infatti la caserma dei Vigili del Fuoco e l’ospedale San Martino. Da qui la richiesta di sapere se, nella progettazione dell’intervento, sia stato valutato anche l’impatto di un eventuale aumento della congestione sui tempi di percorrenza dei mezzi di soccorso. Per il laboratorio politico, San Gervasio rappresenta infatti uno snodo particolarmente importante anche per i collegamenti in direzione di Ponte nelle Alpi e dell’autostrada. Per questo, sostiene Giannone, una modifica alla circolazione dovrebbe essere valutata non soltanto guardando alla singola intersezione, ma considerando le possibili ricadute sull’intero sistema viario.

SiAmo Belluno chiede quindi se la scelta del semaforo derivi dalle indicazioni dello studio sui flussi di traffico commissionato dal Comune e se siano state effettuate simulazioni nelle fasce orarie maggiormente congestionate. Tra gli interrogativi posti anche quello relativo a eventuali soluzioni alternative prese in considerazione. «Non intendiamo contestare a priori ogni intervento», precisa Giannone, secondo il quale le opere pubbliche dovrebbero però inserirsi «in una visione complessiva della città», essere sostenute da valutazioni tecniche approfondite e tenere conto delle esigenze dei cittadini.

Nel suo intervento, il portavoce di SiAmo Belluno richiama anche un’altra vicenda: quella dell’illuminazione delle gallerie cittadine, rimaste spente, secondo quanto riferisce il laboratorio politico, per circa tre anni. All’epoca la scelta era stata motivata con un risparmio quantificato in circa 100mila euro l’anno. Successivamente le luci sono state riaccese in concomitanza con gli interventi di efficientamento dell’illuminazione pubblica cittadina, anche se, sostiene Giannone, gli impianti delle gallerie non sarebbero stati convertiti alla tecnologia Led. Due questioni differenti, che SiAmo Belluno riconduce però allo stesso interrogativo: quale visione complessiva guida le scelte sulla città? Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di rendere pubbliche le valutazioni tecniche effettuate per San Gervasio e di spiegare quali benefici siano attesi dal nuovo semaforo. «Non siamo contrari ai lavori pubblici. Siamo favorevoli ai lavori utili, studiati e inseriti in una visione organica della città», conclude Giannone.

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