Via San Gervasio, FIAB boccia il nuovo semaforo: «Serve la chiusura al traffico»

Via San Gervasio, FIAB boccia il nuovo semaforo: «Serve la chiusura al traffico»

Via San Gervasio dovrebbe essere chiusa al traffico veicolare e trasformata in un collegamento esclusivamente ciclopedonale. È la posizione di FIAB Belluno, che interviene sul progetto approvato dal Comune per la riorganizzazione dell’incrocio tra viale Europa e via San Gervasio, un intervento da oltre 130 mila euro finanziato con fondi FOSMIT. Secondo l’associazione, la soluzione individuata dall’amministrazione, che prevede l’installazione di un semaforo “intelligente”, sarebbe in contrasto con quanto indicato dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) adottato dallo stesso Comune di Belluno.

FIAB ricorda infatti che il documento individua proprio negli incroci tra via San Gervasio, viale Europa e via Feltre alcuni dei punti più critici della viabilità cittadina e suggerisce come soluzione la chiusura del passaggio ai mezzi motorizzati. «Il PUMS prevede la chiusura di via San Gervasio poiché la chiusura ai mezzi motorizzati del passaggio a livello permetterebbe una riqualificazione dell’intersezione con la Statale 50, oggi tra i punti neri della rete viaria di Belluno», sottolinea l’associazione.

Al centro della contestazione c’è la presenza del passaggio a livello ferroviario, che secondo FIAB rappresenta la principale causa delle criticità. Con gli attuali orari ferroviari, spiegano, le barriere si abbassano 32 volte al giorno, interrompendo il traffico e generando rallentamenti che si ripercuotono sia su via Feltre sia su viale Europa. Per questo motivo l’associazione ritiene che un nuovo impianto semaforico non sia sufficiente a risolvere il problema e rischi anzi di aggravare la congestione della circolazione. «Gli ingegneri che hanno redatto il PUMS non hanno proposto un semaforo intelligente, ma la chiusura di via San Gervasio al traffico veicolare», evidenzia FIAB.

L’associazione chiede quindi all’amministrazione comunale di spiegare perché, dopo aver investito nella redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, abbia deciso di non seguire le indicazioni formulate dai tecnici incaricati. «FIAB Belluno si domanda come mai il Comune prima spenda per dotare la città di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e poi non tenga conto del qualificato parere dei tecnici chiamati a individuare soluzioni efficaci per ridurre la congestione del traffico», conclude il presidente Claudio Giacchetti.

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