Falcade, dal Fondo quasi 2,5 milioni per rilanciare la Skiarea

Falcade, dal Fondo quasi 2,5 milioni per rilanciare la Skiarea

Quasi 2,5 milioni di euro per rafforzare l’offerta turistica e sportiva della Skiarea di Falcade. Il Fondo Comuni Confinanti ha approvato l’integrazione delle risorse necessarie a coprire interamente l’intervento, portando il finanziamento a 2.496.875 euro. Una scelta che conferma la centralità della Valle del Biois nelle politiche di sviluppo della montagna. L’atto aggiuntivo firmato con l’Unione Montana Agordina permette di accompagnare il progetto nella sua realizzazione, compensando l’aumento dei costi registrato negli ultimi anni. Per l’assessore regionale alla Montagna e presidente del Fondo, Dario Bond, si tratta di un passaggio strategico: «È un investimento considerevole, che risponde alla volontà di continuare a credere nella capacità della montagna di competere e crescere. Falcade ha costruito negli anni una vocazione turistica solida, senza perdere il legame con la propria storia. Il nostro compito è fare in modo che questa capacità non venga indebolita, ma trovi nuove condizioni per crescere».

Il progetto punta a rendere la Skiarea e l’intera valle più attrattive, con interventi mirati sia alla stagione invernale sia alla fruizione estiva. Una parte rilevante riguarda il Centro fondo Pietro Scola, dove è prevista la riqualificazione di alcuni circuiti dell’impianto di innevamento per garantire nel tempo qualità e funzionalità delle piste. Un’infrastruttura che, nelle intenzioni, potrà diventare anche sede di allenamento per squadre internazionali in vista degli appuntamenti olimpici.

Lo sguardo va però oltre l’inverno. L’intervento prevede la creazione di nuovi percorsi per mountain bike ed e‑bike, sentieri tematici immersi nella natura e parchi gioco collegati tra loro, così da mettere in relazione le aree del paese con quelle in quota. L’obiettivo è costruire un’offerta estiva più ampia, capace di rivolgersi a pubblici diversi: famiglie, bikers, escursionisti e chi si avvicina alla montagna attraverso itinerari semplici e sicuri. «Se vogliamo che la montagna sia fruibile tutto l’anno, dobbiamo destagionalizzare l’offerta. A Falcade non si parte da zero: ci sono impianti, servizi, sentieri e una realtà turistica consolidata. L’obiettivo è metterli maggiormente a sistema», evidenzia Bond.

Particolare attenzione viene riservata alla sostenibilità, con la scelta di valorizzare infrastrutture e aree già esistenti, limitando il consumo di nuovo territorio. «Non stiamo parlando di riempire la montagna di nuove infrastrutture, ma di utilizzare meglio quello che già abbiamo, collegando luoghi e servizi e creando nuove occasioni di frequentazione. Crescita turistica sì, ma dentro un’idea di territorio che deve rimanere riconoscibile e vivibile», aggiunge il presidente del Fondo.

L’intervento dovrà essere concluso entro il 31 dicembre 2027. «La montagna non può vivere di rendita e non può essere raccontata solo attraverso le sue difficoltà. Ha bisogno di investimenti, infrastrutture moderne e prospettiva. Il successo turistico di Falcade lo dimostra: non ci limitiamo a difendere ciò che abbiamo, ma lavoriamo per renderlo più forte, più attrattivo e capace di offrire opportunità durante tutto l’anno», conclude Bond.

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