Un altro passo in avanti. E nella direzione giusta. Nessun dubbio: il punto conquistato nella trasferta di Meda dalla Dolomiti Bellunesi ha un peso specifico importante. Anche perché, tra campionato e coppa, è il settimo risultato utile consecutivo, strappato sul campo di un avversario il cui valore, almeno per il momento, non è affatto rispecchiato dalla classifica. Il Renate è una formazione di alto profilo, destinata a traghettare nelle zone nobili e, con il passare delle giornate, a risalire la corrente. E allora il pareggio nella bassa Brianza ha un significato tutt’altro che trascurabile: aggiunge un altro mattoncino a una crescita che continua, partita dopo partita. Senza considerare che la palla gol più nitida è stata costruita proprio dai dolomitici, a un soffio dal bersaglio con Sia, a ridosso dell’intervallo. In ogni caso, sarà bene guardare subito avanti. Perché lunedì sera si torna sul rettangolo verde: allo Zugni Tauro di Feltre (ore 20.30) arriverà il Lumezzane.
Quattro i cambiamenti nello scacchiere di partenza, rispetto all’undici anti-AlbinoLeffe. Se da un lato torna disponibile capitan Cossalter, dall’altro è costretto a dare forfait, all’ultimo momento, un giocatore che la fascia l’ha indossata non più tardi di domenica scorsa: Nicolò Gobetti, fermato dall’influenza. Prima maglia da titolare, invece, per Migliardi sulla corsia di sinistra. E per due elementi in zona offensiva: Sia ed Estrella. Le altre novità riguardano lo spostamento al centro della difesa di Barbini, mentre Saccani viene riproposto nel ruolo di terzino destro.
Il Renate prova, fin da subito, a dettare i ritmi della gara. Ma le occasioni più nitide sono “made in Dolomiti”. Al 19’, Mignanelli semina il panico nella retroguardia nerazzurra e mette in mezzo un pallone velenoso: Auriletto lo devia inavvertitamente verso la propria porta e Viganò salva nei pressi della linea. Dopo la mezz’ora, invece, Avella è costretto a mettere i pugni sul bolide dalla distanza di Migliardi. Anche se la “madre” delle opportunità capita sui piedi di Diego Sia. Il quale, in piena area di rigore, è bravissimo a lasciare sul posto Motoc e a portarsi il pallone sul sinistro. Solo che la conclusione a botta sicura lambisce il legno. Dal canto loro, i padroni di casa ci provano con Bonetti (diagonale) e Karlsson (colpo di testa ad anticipare Sonzogni, in uscita alta), ma in entrambi i casi la sfera si perde sul fondo.
Nella ripresa, le due formazioni diventano ancor più accorte e compatte. E lasciano pochissimi spazi. Se la Dolomiti Bellunesi gonfia la rete, ma a gioco fermo in seguito a una posizione di offside, il Renate ci prova con due tiri facilmente neutralizzati da Sonzogni: di Calì e del neo entrato Italeng. Come neutralizzata è la volée col destro di Mignanelli. A proposito di ingressi dalla panchina, si rivede Eljon Toci, fermo ai box dalla fine di luglio e ora pronto a offrire il suo contributo. E a incidere. In linea con un gruppo che procede compatto.
RENATE-DOLOMITI BELLUNESI 0-0
RENATE: Avella; Motoc, Auriletto, Viganò; Bonetti (st 41’ Dore), Delcarro (st 41’ Kerrigan), Vassallo (st 27’ Careccia), Calì (st 16’ De Zen), Ruiz Giraldo; Karlsson (st 27’ Italeng), Anelli (in panchina: Bartoccioni, Polo, Suarez, Zalazar, Riviera, Gobbo, Botrini, Tempre, Mastromonaco, Minotti). Allenatore: G. Gattuso.
DOLOMITI BELLUNESI: Sonzogni; Saccani, Barbini, Mondonico, Migliardi (st 31’ Trabucchi); Cossalter, Montenegro, Agosti; Sia (st 31’ Toci), Mignanelli (st 44’ Kowalski); Estrella (st 12’ Clemenza) (in panchina: Abati, Coan, Lewis, Zidouh, Casanova, Beltaief). Allenatore: A. Bonatti.
ARBITRO: Leonardo Leorsini di Terni (assistenti: Andrea Mongelli di Chieti e Matteo Lauri di Modena; quarto ufficiale: Davide Gandino di Alessandria; operatore FVS: Simone Giuseppe Chimento di Saronno).
NOTE. Angoli: 5-1. Nessun ammonito. Recupero: pt 0’; st 4’.





