Per mesi avrebbe sottoposto l’ex compagna e il figlio minorenne della donna a minacce, molestie e aggressioni, creando un clima di paura e forte sofferenza. Per questo un uomo è stato arrestato dai Carabinieri e trasferito nel carcere di Belluno su disposizione del Gip del Tribunale. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nel pomeriggio di sabato 12 settembre dai militari della Stazione di Santa Giustina, con il supporto dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Feltre, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Belluno nell’ambito delle procedure previste dal “Codice Rosso”.
Secondo quanto emerso dalle investigazioni, le condotte contestate sarebbero iniziate nel febbraio scorso e si sarebbero ripetute nel tempo. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri hanno portato alla contestazione dei reati di atti persecutori e lesioni personali nei confronti dell’ex compagna e del figlio minore, entrambi residenti a Santa Giustina. L’uomo era già stato raggiunto in precedenza da un provvedimento di ammonimento. Una misura che, secondo gli inquirenti, non sarebbe bastata a interrompere i comportamenti persecutori, rendendo necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria con una misura più incisiva.
Gli investigatori descrivono una situazione progressivamente degenerata fino a determinare nelle vittime uno stato di costante apprensione e timore. Da qui la decisione della magistratura bellunese di intervenire per interrompere le condotte contestate e garantire una tutela immediata alla donna e al figlio.
Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato alla casa circondariale di Baldenich, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. Carabinieri e Procura sottolineano ancora una volta l’importanza di segnalare tempestivamente episodi di violenza domestica, minacce o comportamenti persecutori, così da consentire l’attivazione degli strumenti di protezione previsti dalla legge.
Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva





