Si alza nuovamente la tensione attorno alla vertenza Hydro. Nell’assemblea pubblica che si è svolta ieri mattina in piazza Isola, a Feltre, i lavoratori hanno respinto all’unanimità la proposta di verbale presentata dall’azienda, giudicandola un passo indietro rispetto agli accordi sottoscritti nei mesi scorsi e un segnale preoccupante per il futuro dello stabilimento.
L’incontro, convocato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Rsu, aveva l’obiettivo di aggiornare dipendenti, cittadini e istituzioni sugli sviluppi emersi dopo il tavolo del 20 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si è tornato a discutere della possibile cessione del sito feltrino.
Al centro delle preoccupazioni c’è la trattativa con Metalba, l’azienda vicentina indicata come possibile acquirente. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, però, la società sarebbe interessata soltanto a una parte delle attività produttive, ipotesi che comporterebbe una significativa riduzione dell’occupazione.
Ma a far esplodere il malcontento è stato soprattutto il verbale presentato da Hydro il 12 luglio. Il documento, secondo sindacati e rappresentanze dei lavoratori, modificherebbe gli impegni assunti nell’accordo siglato lo scorso febbraio, eliminando la garanzia del rientro nello stabilimento di Feltre delle matrici trasferite temporaneamente negli altri siti del gruppo per consentire i lavori di manutenzione degli impianti.
Proprio il ritorno delle matrici era stato inserito nell’accordo su richiesta delle organizzazioni sindacali, con la previsione della ripresa delle attività di estrusione alla conclusione dei lavori, indicata per la fine di agosto. Uno scenario che ora appare destinato a cambiare, anche alla luce della trattativa per la cessione dello stabilimento.
Sempre secondo Fim e Fiom, Hydro avrebbe inoltre subordinato il riconoscimento delle integrazioni salariali e della maturazione dei ratei dal 12 luglio al 5 agosto alla sottoscrizione del nuovo verbale, scelta definita dai sindacati come una forma di pressione nei confronti dei dipendenti.
All’assemblea hanno partecipato una sessantina di lavoratori, delegati di altre aziende del territorio, alcuni consiglieri comunali e l’assessore del Comune di Feltre Maurizio Zatta, intervenuto in rappresentanza dell’amministrazione.
Al termine dell’incontro, Fim, Fiom e Rsu hanno ribadito la loro posizione: «Il futuro che Hydro e Metalba stanno prospettando per lo stabilimento di Feltre non è accettabile. Non si può smembrare una realtà come questa, disperdendo professionalità e competenze e mettendo in secondo piano lavoratrici e lavoratori».
Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento del Ministero, della Regione e della Provincia affinché la trattativa cambi direzione e venga salvaguardato l’intero perimetro produttivo e occupazionale dello stabilimento. «Non lasceremo indietro nessuno – hanno dichiarato Stefano Bona (Fiom) e Mauro Zuglian (Fim) insieme alla Rsu –. Siamo l’ultimo dei cinque stabilimenti europei del gruppo ancora operativo e continueremo a far sentire la nostra voce. Se sarà necessario torneremo ai cancelli per difendere il lavoro, la storia industriale di questo territorio e il futuro delle nostre famiglie».





