La caduta con il quad a Malga Domador non è stata l’unica emergenza della giornata di ieri (19 gennaio) che ha visti impegnarti per tutto il giorno gli uomini del Soccorso alpino. Poco dopo le 13, mentre la pioggia rendeva viscido ogni appiglio, una 66enne di Cortina è scivolata lungo la ferrata Bovero al Col Rosà, a una cinquantina di metri dalla cima. Ginocchio ko, impossibilità a muoversi, allarme alla Centrale. Falco 2 l’ha individuata in pochi minuti e il tecnico di elisoccorso l’ha issata con un verricello di 25 metri, direzione ospedale di Cortina.
Nemmeno il tempo di rientrare e l’elicottero è stato dirottato in Val Civetta. Sul sentiero tra Col Negro e il Rifugio Tissi un 21enne belga era rimasto paralizzato dalla paura, incapace di fare un passo. Lo ha intercettato una squadra del Soccorso alpino di Alleghe – Val Fiorentina, reduce dall’assistenza alla Transcivetta. Medico e tecnico sono stati sbarcati in hovering, lo hanno stabilizzato e caricato in barella. Da lì volo verso Agordo per gli accertamenti.
La corsa di Falco 2 è proseguita al Rifugio Vandelli, dove una 64enne di San Vito al Tagliamento era arrivata dolorante dopo una scivolata che le aveva procurato un sospetto trauma lombare. Poco dopo è toccato al Rifugio Coldai: una 29enne di Montebelluna, atleta della Transcivetta, si era fatta male a una caviglia lungo il percorso e ha richiesto l’intervento dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore.
In chiusura, una squadra del Soccorso alpino di Auronzo ha raggiunto in quad il sentiero 104 del Pian di Cengia per assistere un 67enne di Orvieto, rimasto bloccato dopo l’infortunio al piede della donna che era con lui. Una giornata intensa, con interventi a catena che hanno impegnato elicotteri e squadre a terra su più fronti.





