Giornata intensa, ieri (6 luglio) per i soccorsi sulle montagne bellunesi, con interventi che si sono susseguiti fin dal mattino in diverse aree del territorio.
Poco dopo le 10 l’elicottero Falco 2 è decollato verso il sentiero che collega il Rifugio Padova al Rifugio Tita Barba, a Domegge di Cadore, dove una 68enne di Porto Viro si era procurata un trauma a un braccio. A dare l’allarme è stato uno dei compagni di escursione, costretto a spostarsi di trecento metri e a salire sulla sommità del Casel de Col per trovare copertura telefonica. La donna è stata recuperata con il verricello e trasportata all’ospedale di Belluno.
Quasi in contemporanea, una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è intervenuta sotto il Bec de Roces per una turista tedesca di 35 anni, caduta mentre scendeva in mountain bike verso Arabba. Dopo la valutazione, la donna è stata accompagnata a valle e si è allontanata autonomamente.
Verso le 11.45 il 118 ha ricevuto una nuova richiesta d’aiuto da Cortina: due escursionisti, lei britannica, lui cinese, entrambi 28enni, erano rimasti bloccati sotto Forcella Marcuoira. Nel tentativo di aggirare un tratto del sentiero, si erano ritrovati su un ghiaione scivoloso che li trascinava verso il basso. Temendo di non riuscire a fermarsi, si erano sdraiati a terra. L’elicottero del Suem ha calato il tecnico di elisoccorso, che li ha raggiunti, assicurati e riportati sul tracciato. I due hanno poi deciso di proseguire la camminata.
Falco è stato nuovamente attivato poco dopo, questa volta lungo il sentiero che porta al Bivacco Fanton. A quota 2.204, sul ghiaione alla base del tratto attrezzato, padre e figlio si erano fermati: il 65enne di Caneva era sfinito, incapace di proseguire, e il figlio aveva chiesto aiuto. Il tecnico e il medico, sbarcati con il verricello, hanno valutato le condizioni dell’uomo e recuperato entrambi, trasportandoli a Pieve di Cadore.
In tarda mattinata, una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore ha raggiunto un 81enne di Torino, infortunatosi a una caviglia sul sentiero che dal San Marco porta allo Scotter. L’uomo era assistito dal gestore del rifugio, arrivato sul posto. Dopo il primo intervento, l’anziano è stato accompagnato al rendez-vous con l’ambulanza.
Una serie di interventi che conferma, ancora una volta, quanto le montagne bellunesi richiedano attenzione, preparazione e prudenza, soprattutto in giornate di grande afflusso.





