Il turismo in Veneto continua a crescere e il Bellunese si conferma tra le aree più dinamiche. A dirlo sono i dati pubblicati nel numero di maggio di Statistica Flash, realizzato dall’Ufficio statistica regionale e dedicato interamente al turismo. I primi dati del 2026 parlano di un +3,1% negli arrivi e +3,5% nelle presenze, ma è guardando al 2025 che emergono segnali particolarmente forti per la montagna. Nel territorio bellunese tutte le aree registrano un incremento degli arrivi: spicca il Cadore con un +15,5%, seguito dalla Marmolada-Civetta (+11,6%) e da Cortina (+11,4%). Un risultato diffuso che conferma l’attrattività delle Dolomiti.
Il mercato italiano resta il principale riferimento, soprattutto per le aree della Marmolada-Civetta, della Val Biois-Agordino e della Valbelluna, dove la presenza dei connazionali continua a essere decisiva. Diverso il quadro a Cortina, dove si registra un calo degli italiani compensato dalla crescita dei turisti stranieri, in particolare americani. Più in generale, il turismo montano si distingue per una stagionalità meno marcata rispetto ad altre destinazioni, con ampi margini di sviluppo anche fuori dai picchi tradizionali.
A livello regionale, a trainare sono soprattutto i visitatori stranieri, in aumento di oltre il 6%, mentre tornano a crescere anche i flussi tedeschi. Bene città d’arte, lago, montagna e mare, mentre le terme risentono della flessione degli italiani. «I dati confermano l’importanza del turismo per l’economia veneta – sottolinea il vicepresidente e assessore regionale Lucas Pavanetto –. Solo partendo dalla conoscenza e dall’analisi del dato è possibile governare un settore così complesso e creare valore per i territori».
Un dato significativo riguarda anche Cortina: insieme a Cavallino Treporti, Caorle e il lago di Garda, è tra le poche località venete in cui, in alcuni periodi dell’anno, i turisti superano i residenti, a conferma del peso che il turismo ha sull’economia locale.





