Svolta “green” alla Ceramica Dolomite: lo scarto rientra nel ciclo produttivo

Svolta “green” alla Ceramica Dolomite: lo scarto rientra nel ciclo produttivo

A Borgo Valbelluna l’economia circolare diventa un processo industriale stabile. Ceramica Dolomite è la prima azienda del settore in Veneto ad aver ottenuto dalla Regione il riconoscimento dello scarto ceramico come sottoprodotto fin dall’origine. Una decisione che cambia radicalmente il ciclo produttivo: i sanitari difettosi o non commercializzabili non vengono più trattati come rifiuti speciali da smaltire, ma come materiale recuperabile da reintrodurre direttamente in fabbrica.

Il beneficio è duplice: meno costi di smaltimento e minore consumo di materie prime vergini. Un cambio di paradigma che riguarda circa il 15% della produzione annuale, quella parte di sanitari con crepe, rotture o deformazioni che non possono essere immessi sul mercato ma che, dal punto di vista chimico-fisico, mantengono caratteristiche di alto valore.

«Abbiamo aperto la strada ottenendo un decreto regionale che riconosce questo materiale non più come rifiuto ma come sottoprodotto», spiega il ceo Pablo Battistini. Alla base del risultato c’è un percorso tecnico sviluppato anche con il supporto del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, che ha certificato la piena compatibilità del rottame ceramico con gli impasti produttivi.

I numeri raccontano la portata dell’innovazione: ogni anno circa 1.500 tonnellate di scarto vengono riconvertite e reimmesse nel ciclo industriale. Tradotto in produzione, significa che l’equivalente di 45 mila pezzi su 300 mila sanitari annui viene realizzato con materiale riciclato, senza ricorrere a materie prime vergini. E il sottoprodotto può essere utilizzato anche in altre filiere, come piastrelle, manufatti ceramici e fibra ceramica.

Per Ceramica Dolomite si tratta di un tassello strategico nel piano di rilancio avviato nel 2025. L’azienda, fondata nel 1965 a Trichiana e oggi guidata da una cordata di imprenditori veneti, ha rafforzato il proprio posizionamento nel segmento premium del Made in Italy puntando su innovazione, design e sostenibilità. La recente partecipazione al Salone del Mobile, con un catalogo rinnovato di oltre 400 pagine, conferma la volontà di presidiare con forza il mercato dell’arredo bagno di fascia alta.

«La sostenibilità per noi è un asse strutturale: recupero delle acque di processo, cogenerazione ad alto rendimento, certificazioni ambientali e di prodotto, e il riconoscimento come prima industria ceramica sanitaria certificata 100% Made in Italy», conclude Battistini. «Non si tratta solo di riciclare uno scarto: si tratta di cambiare mentalità industriale».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto