Viaggi più sicuri per le persone fragili passano dalla formazione dei volontari. È da qui che parte il percorso avviato dal Comitato d’Intesa per la rete S.T.Acco nel Bellunese, con l’obiettivo di rafforzare competenze e procedure nel trasporto sociale. L’iniziativa, inserita nel progetto “S.T.Acco 2025/26” e finanziata dalla Regione Veneto, ha coinvolto i referenti delle 18 associazioni partner, chiamati a diventare figure di riferimento interne per l’addestramento degli altri volontari. Si tratta di un passaggio chiave per un servizio che accompagna ogni giorno persone con disabilità o mobilità ridotta verso strutture sanitarie e servizi essenziali. Al centro della formazione, le corrette procedure di ancoraggio e trasporto degli utenti in carrozzina, insieme all’uso delle pedane e dei dispositivi di sicurezza, aspetti fondamentali per garantire viaggi adeguati e ridurre i rischi durante gli spostamenti.
Di recente si è svolta una giornata formativa costruita con una modalità che ha affiancato alle nozioni tecniche anche strumenti pratici per la comunicazione e l’addestramento interno alle singole associazioni. L’obiettivo non è solo trasmettere competenze, ma renderle diffuse e operative nella quotidianità del servizio. «Lo scopo complessivo della formazione – spiega il presidente del Comitato d’Intesa Gianluca Corsetti – è rafforzare la conoscenza sul tema della sicurezza nel trasporto sociale, promuovendo procedure corrette e condivise». La novità è proprio la creazione di volontari-formatori, in grado di trasferire le competenze all’interno delle rispettive realtà. Durante l’incontro è stata inoltre richiamata l’importanza della “Carta dei Servizi del trasporto e accompagnamento sociale”, che definisce modalità e requisiti del servizio garantito dalle 18 associazioni della rete.
Il percorso continuerà il 18 e 19 maggio con una nuova sessione formativa dedicata a venti volontari, focalizzata sulla guida sicura dei mezzi anche in situazioni di rischio e con utenti in carrozzina a bordo.





