Un trionfo che profuma di casa. Le città di pianura, il film del regista bellunese Francesco Sossai, cresciuto a Sedico, ha dominato i David di Donatello 2026 con otto statuette, confermandosi la sorpresa più luminosa del cinema italiano di quest’anno. Un successo che arriva dopo il passaggio a Cannes e dopo aver conquistato il pubblico in sala, ben oltre i confini veneti.
Sossai, classe 1989, nato a Feltre e cresciuto tra le montagne di casa, ha costruito negli anni un percorso internazionale: studi a Roma, poi la prestigiosa Deutsche Film- und Fernsehakademie di Berlino, fino all’exploit del 2025 con Le città di pianura, presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard. Ma è ai David che il suo talento ha trovato la consacrazione definitiva: otto premi, un dominio assoluto. Alla lunga serata del 6 maggio, in diretta su Rai 1 (trasmessa anche al cinema Italia di Belluno, dopo l’ennesima proiezione di quello che ormai si può considerare uncapolavoro) il film è arrivato con 16 nomination in 14 categorie. E ha sbancato:
- Miglior film – Le città di pianura
- Miglior regia – Francesco Sossai
- Miglior attore protagonista – Sergio Romano
- Miglior montaggio – Paolo Cottignola
- Miglior canzone originale – Ti di Krano (Marco Spigariol)
- Miglior sceneggiatura originale – Sossai e Adriano Candiago
- Miglior casting – Adriano Candiago
- Miglior produzione – Marta Donzelli e Gregorio Paonessa (Vivo Film) con Rai Cinema, Maze Pictures e Cecilia Trautvetter
Un risultato che nessuno aveva previsto con questa forza, tanto che la stampa nazionale ha parlato di “outsider” capace di ribaltare ogni pronostico.
Il Veneto profondo sul grande schermo
Il film racconta un Veneto lontano dalle cartoline, fatto di strade secondarie, bar di paese, amicizie storte e sogni piccoli ma ostinati. Un mondo che Sossai conosce bene e che porta sullo schermo con uno sguardo affettuoso, ironico, a tratti malinconico. È un cinema che parla la lingua della nostra terra, e che proprio per questo ha saputo arrivare lontano.





