Infermiere in pista ad Arabba, promossi esperimento e “rete”

Infermiere in pista ad Arabba, promossi esperimento e “rete”

Una rete di servizi e di realtà per garantire soccorso, tutela e sicurezza di residenti e turisti: la presentazione dei risultati della fase sperimentale dell’infermiere in pista, avvenuta ieri mattina – martedì 14 aprile – al Rifugio “Luigi Gorza” ad Arabba è stata l’occasione per ribadire l’importanza della collaborazione in montagna.

L’infermiere in pista

Quello dell’infermiere in pista è un progetto nato a fine 2025 – concretizzatosi poi da gennaio di quest’anno – e finanziato con 28mila euro da Dolomiti Emergency, con la partecipazione dell’Ulss 1 Dolomiti: sono stati quattro gli infermieri esperti in emergenza-urgenza che si sono dati il turno in questi mesi, con base nella stazione a monte della funivia Porta Vescovo. Nel corso della stagione, hanno dato copertura durante tutto il periodo di apertura degli impianti, garantendo anche la disponibilità notturna di intervento in caso di emergenze e codici rossi.

La presenza dell’infermiere in pista, sottolineata dal commissario dell’Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben, rappresenta un valore aggiunto in termini di efficacia e rapidità del soccorso: permette infatti di somministrare – sotto l’indicazione del medico collegato dalla sala operativa – medicinali e analgesici al paziente, consentendo così di sistemare e preparare al recupero l’infortunato, riducendo i tempi di trasferimento con l’elicottero. Tra dicembre 2025 e aprile 2026 sono stati 1937 gli interventi in pista del Suem 118; di questi, ben il 36% hanno interessato il comprensorio di Arabba.

Gli altri servizi sanitari

A questo servizi, si è aggiunta anche la presenza di un altro progetto sperimentale in Agordino, quello dell’automedica ad Alleghe. Novità del mese di marzo ad Arabba è invece l’apertura – al primo piano dello stabile che ospita la Croce Bianca – di un nuovo centro traumatologico, nato nelle intenzioni dell’amministrazione comunale come supporto ai turisti e rivelatosi invece in queste settimane punto di riferimento importante anche per i residenti.

Le istituzioni

Per Diego De Battista, presidente Cifam, fondamentale è il valore della collaborazione: «Abbiamo creduto fermamente in questa iniziativa fin dal primo giorno – le sue parole – Non si tratta solo di logistica, ma di un investimento sul bene comune. Garantire una presenza sanitaria qualificata direttamente sul campo eleva lo standard di sicurezza per i nostri sciatori e per l’intera comunità di Arabba».

Il valore di una collaborazione così stretta tra Ulss 1 Dolomiti e le varie parti coinvolte nel progetto è confermato da Jacopo Gabrieli, presidente di Dolomiti Emergency: «L’infermiere in pista non è un sostituto, ma un moltiplicatore di efficacia per la rete di emergenza già esistente. I risultati di questa stagione dimostrano che la prossimità della cura è la chiave per salvare vite e ridurre gli esiti invalidanti dei traumi. Siamo già pronti per la prossima stagione, raccogliendo i frutti di questa prima stagione sperimentale».

Determinante anche il lavoro integrato con Croce Bianca e Soccorso Alpino, che hanno evidenziato come la gestione congiunta dell’infortunato e la fluidità delle comunicazioni abbiano ottimizzato i tempi di intervento, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico.

Lo sguardo al futuro è invece arrivato dal sindaco di Livinallongo del Col di Lana, Oscar Nagler, che ha collegato il successo del progetto al percorso verso la nuova Clinica Traumatologica di Arabba, tassello fondamentale per un ecosistema sanitario d’eccellenza. A seguire, il presidente di ANEF Veneto, Marco Grigoletto, ha rimarcato il valore di iniziative che rafforzano l’intero comparto funiviario.

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