Una valanga di grandi dimensioni si è staccata ieri mattina dal versante est del Monte Mulaz, senza fortunatamente coinvolgere persone. L’allarme è scattato attorno alle 11.30, quando uno sciatore arrivato sul posto si è trovato davanti al vasto accumulo di neve e ha contattato la Centrale del 118.
L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha imbarcato un’unità cinofila da valanga e ha raggiunto rapidamente la zona indicata. Il tecnico di elisoccorso, il conduttore e il cane hanno iniziato la bonifica da terra con Artva e Recco, mentre l’eliambulanza sorvolava l’area utilizzando la strumentazione di bordo. Attivati anche il Soccorso alpino della Val Biois e la Guardia di finanza.
Le verifiche si sono concluse verso le 13.30: nessun segnale di presenza umana sotto la massa nevosa. Considerato il rischio di ulteriori distacchi, le squadre hanno poi controllato i parcheggi di accesso ai sentieri per escludere la presenza di auto non rientrate.
Primavera, stagione affascinante ma insidiosa: i consigli delle Guide alpine
L’episodio arriva in un periodo dell’anno in cui lo scialpinismo vive una delle sue fasi più frequentate. Giornate lunghe, neve trasformata, temperature più miti: condizioni ideali, ma che possono generare un falso senso di sicurezza. Le Guide alpine italiane ricordano che la primavera richiede una valutazione attenta del manto nevoso, perché diversi problemi nivologici possono sovrapporsi. Davide Spini, istruttore Guida alpina, sottolinea alcuni punti chiave:
- Osservare i segnali evidenti di instabilità: valanghe recenti su pendii simili, rumori di assestamento (“whumpf”), fessurazioni nel manto.
- Non affidarsi ciecamente ai test di stabilità: utili, ma da eseguire solo in punti sicuri e rappresentativi. La neve cambia rapidamente nello spazio e nel tempo.
- Pianificare bene gli orari: partire presto, mantenere un margine per eventuali ritardi e ricordare che anche piccole valanghe, in terreno ripido, possono avere conseguenze gravi.
- Gestire con disciplina la traccia e il gruppo: in salita scegliere linee più sicure, in discesa affrontare i pendii ripidi uno alla volta, da zona sicura a zona sicura.
- Non farsi condizionare dalle tracce o dalla presenza di altri gruppi: la folla non è un indicatore di sicurezza.
- Unire pratica e conoscenza: approfondire, osservare, confrontarsi con professionisti. L’esperienza “per tentativi” in ambiente innevato può essere pericolosa.





