C’è un oggetto in bronzo, vecchio di circa 2.500 anni, che torna a raccontare la sua storia. La situla di Pieve d’Alpago — un rarissimo contenitore istoriato rinvenuto nella necropoli preromana di Pian de la Gnela, alle pendici del Monte Dolada — è al centro di una nuova mostra temporanea promossa dal Comune di Alpago e dalla Biblioteca Civica di Pieve d’Alpago, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Padova, Treviso e Belluno. La mostra è stata inaugurata ieri (28 marzo) nel Palazzo Municipale di Pieve d’Alpago.
Un reperto, una comunità, una storia
La situla non è un semplice oggetto da museo. Decorata secondo i canoni dell’Arte delle Situle — una tradizione artistica d’altissimo artigianato tipica dei Veneti Antichi e delle Alpi orientali — racconta per immagini sbalzate e cesellate un complesso programma iconografico: cortei aristocratici, riti matrimoniali, simboli di potere e di continuità della stirpe. La figura femminile vi gioca un ruolo centrale, come fulcro simbolico della trasmissione dello status e della memoria gentilizia. Trovata in una sepoltura a cremazione, parzialmente danneggiata, la situla era stata usata come ossuario dopo essere stata defunzionalizzata dalla rimozione del manico. La sua storia materiale è già, da sola, una narrazione straordinaria.
Un percorso tra scienza e partecipazione
La mostra nasce dalla pubblicazione scientifica del 2015 “Le Signore dell’Alpago. La necropoli preromana di Pian de la Gnela – Pieve d’Alpago (Belluno)”, a cura di Giovanna Gangemi, Michele Bassetti e Diego Voltolini, e trasforma i risultati della ricerca accademica in un’esperienza accessibile e coinvolgente per tutti.
Il percorso espositivo si articola in diverse aree tematiche:
- Spazio di accoglienza, per introdurre il visitatore alla storia della situla
- Area testimonianze, con ricordi e racconti legati al territorio
- Area partecipativa, dove lasciare idee e impressioni
- Focus sui musei dell’Alpago, per conoscere le risorse culturali locali
- Area educational, con lavagna per bambini e schede didattiche
- Esperienza tattile con la copia 3D della ricostruzione sperimentale della situla
- Area scientifica, con la ricostruzione sperimentale originale, pannelli a cura di Michele Bassetti, Stefano Buson, Alexia Nascimbene e Diego Voltolini, e una proiezione video
Un filo emozionale guida il visitatore attraverso gli scavi di Pian de la Gnela (2002–2012), mostrando non solo cosa si è trovato, ma cosa significa fare archeologia e quale impatto positivo essa possa avere su una comunità.
Un anniversario significativo
La mostra cade nel ventesimo anniversario della VIII Settimana della Cultura – Mostra Archeologica del 2006, che si tenne negli stessi spazi del Palazzo Municipale. Non una coincidenza trascurabile: è un segnale di continuità tra memoria, luoghi e identità collettiva. «Sono molto lieto che, in occasione di questo anniversario, si sia riusciti a realizzare una mostra divulgativa negli stessi spazi del 2006» ha dichiarato il Consigliere delegato alla Cultura Alessandro De Nardi. «Coincidenze come queste ci dimostrano quanto sia importante mantenere vivo l’interesse verso l’archeologia, per instaurare un dialogo tra storia e comunità.»
Il Sindaco Alberto Peterle sottolinea la valenza strategica dell’iniziativa: «Questa mostra è un esempio concreto di come la cultura possa essere un elemento virtuoso di crescita e di dialogo. È un traguardo importante e, al tempo stesso, un punto di partenza verso la realizzazione della “Casa dell’Alpago”.»
La Soprintendente Marta Mazza evidenzai come la mostra si inserisca in una collaborazione stabile e sistematica: «Una collaborazione stabile tra Soprintendenza, Amministrazione locale e comunità è la chiave per raggiungere risultati importanti in termini di conoscenza, conservazione e divulgazione del patrimonio culturale.»
Verso la “Casa dell’Alpago”
La mostra si inserisce nel percorso che porterà alla realizzazione di un nuovo spazio culturale permanente nell’ex sede municipale di Pieve d’Alpago: la “Casa dell’Alpago”, un centro espositivo interattivo dedicato alla storia, all’archeologia, alla cultura e al paesaggio alpino, pensato per essere punto di riferimento per famiglie, scuole, ricercatori e turisti.
Orari e informazioni pratiche
La mostra è visitabile fino al 27 settembre 2026 con i seguenti orari:
- Lunedì – Venerdì: 10.00 – 12.00
- Martedì e Giovedì: anche 15.00 – 17.00
- Sabato: 9.00 – 12.00
- Domenica e festivi: 16.00 – 18.00
- Chiuso a Pasqua
È previsto un calendario di attività collaterali con eventi tematici e visite guidate mensili per bambini e adulti. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0437/478086 int. 1 — anagrafe@comune.alpago.bl.it Aggiornamenti sui canali social del Comune di Alpago.





