La nuova instabilità nel Golfo rischia di pesare in modo significativo sulle imprese bellunesi. A lanciare l’allarme è Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, preoccupata per gli effetti congiunti del conflitto in Medio Oriente e della guerra in Ucraina, che dura ormai da oltre quattro anni. «Il protrarsi di queste tensioni internazionali può far impennare i costi di carburante, energia elettrica e gas» sottolinea Scarzanella. «Ogni volta che si crea una situazione del genere emergono fenomeni speculativi che colpiscono famiglie e aziende, già costrette a rincorrere continui cambiamenti».
Export in calo verso il Medio Oriente
A risentire immediatamente del nuovo conflitto è l’export manifatturiero. Prima della guerra, le imprese bellunesi avevano costruito un rapporto solido con gli Emirati Arabi Uniti, principale mercato dell’area. Nel 2025 l’export verso gli Emirati aveva superato i 95 milioni di euro, registrando una crescita del 14% rispetto al 2023 e del 31% rispetto al 2022. Allargando lo sguardo all’intero Medio Oriente, il valore superava i 210 milioni di euro, con aumenti consistenti sul triennio precedente. L’escalation militare ha però bloccato un trend che sembrava consolidato.
Autotrasporto sotto pressione
Sul fronte dei carburanti, Scarzanella accoglie con favore la decisione del Governo di istituire un fondo da 100 milioni per introdurre il credito d’imposta destinato all’autotrasporto, considerato un comparto strategico per l’economia regionale. «Il provvedimento è importante» osserva, «ma sarà decisivo renderlo accessibile e immediatamente operativo, evitando ritardi burocratici e attivando i controlli previsti per contrastare eventuali distorsioni del mercato». Gli aumenti dei carburanti rischiano infatti di incidere pesantemente sui conti delle aziende di trasporto, per le quali il costo del carburante rappresenta tra il 30 e il 35% delle spese complessive. In un settore già caratterizzato da margini inferiori al 3%, nuovi rincari dovuti al conflitto possono diventare insostenibili. Per lo stesso motivo, il taglio delle accise di 20 centesimi viene considerato solo una misura transitoria: utile nell’immediato, ma insufficiente a fronte di un prezzo del petrolio che rimane stabilmente sopra i 100 dollari al barile.
Stime in salita per energia elettrica e gas
Oltre al carburante, a preoccupare maggiormente le imprese sono i costi energetici. «Le aziende ci chiedono di capire quali aumenti aspettarsi» spiega Scarzanella, «ma risposte certe arriveranno solo con le fatture di aprile». Le prime valutazioni arrivano dal CAEM, il Consorzio Acquisti Energia e Multiutility promosso da Confartigianato, che sta monitorando l’andamento del mercato. Secondo le stime attuali, il costo della materia prima elettrica potrebbe salire tra il 7 e il 9% rispetto a gennaio e tra il 21 e il 24% rispetto a febbraio. Considerando tutte le componenti della bolletta, per le aziende più strutturate si tradurrebbe in un aumento tra il 2 e il 3% rispetto a gennaio e tra il 7 e l’11% rispetto a febbraio.
Anche il gas è previsto in crescita: l’aumento dell’intera fattura di marzo, al netto dell’IVA, potrebbe variare dal 12 al 16% su gennaio e dal 18 al 20% su febbraio. Si tratta comunque di stime provvisorie, suscettibili di variazioni in base alla durata e all’intensità del conflitto.
Le indicazioni di Confartigianato e le soluzioni in campo
In un quadro così incerto, Scarzanella invita gli artigiani alla prudenza. «Suggeriamo di non prendere decisioni impulsive, di confrontarsi con il nostro Sportello energia e di attendere l’evoluzione della situazione» afferma. Allo stesso tempo, mette in guardia dagli intermediari che potrebbero presentarsi con proposte miracolistiche: «Promesse che nessuno, in realtà, può garantire». Proprio per ridurre la dipendenza dalle fluttuazioni internazionali, Confartigianato sollecita una strategia di medio-lungo periodo basata sull’autoproduzione energetica. Fotovoltaico, autoconsumo e comunità energetiche diventano quindi elementi chiave. «È un percorso che sosteniamo con consulenze dedicate e con la possibilità per le imprese di aderire ad A-Certa, la comunità energetica rinnovabile promossa dall’Associazione» conclude Scarzanella.





