Giornata cruciale per il futuro dello stabilimento Hydro di Feltre. Ieri (11 febbraio) al MIMIT si è tenuto l’incontro tra le delegazioni di Fim Cisl e Fiom Cgil di Belluno, presenti insieme alla sindaca di Feltre Viviana Fusaro, per fare il punto sulla procedura di reindustrializzazione del sito e sollecitare una gestione rapida, trasparente e orientata alla salvaguardia dell’occupazione.
Dal tavolo ministeriale sono emersi tre elementi considerati fondamentali da sindacati e istituzioni locali. Il primo riguarda la fiducia, legata interamente alla velocità con cui l’azienda metterà a disposizione documenti e informazioni richieste. Secondo Fim e Fiom, nelle prossime settimane si gioca una partita decisiva: solo eliminando rallentamenti burocratici e tatticismi sarà possibile ricostruire un rapporto credibile e consentire ai potenziali investitori di valutare seriamente il sito.
E proprio sul fronte della reindustrializzazione arrivano conferme importanti. Esistono soggetti industriali interessati, alcuni dei quali hanno già svolto sopralluoghi a Feltre. L’obiettivo condiviso è facilitare l’ingresso di un operatore solido, capace di garantire continuità produttiva e coerenza con il territorio. Per farlo, sottolineano i sindacati, Hydro deve fornire subito tutti gli elementi necessari alla valutazione degli investitori. È un passaggio imprescindibile anche per dimostrare responsabilità sociale verso lavoratori e comunità.
Il terzo punto riguarda invece i numeri occupazionali. Fim e Fiom ribadiscono che il perimetro da tutelare deve essere quello reale della storia dello stabilimento: circa 200 addetti, non le stime più basse circolate negli ultimi giorni. Una corretta definizione della forza lavoro è essenziale sia per l’attivazione degli ammortizzatori sociali sia per il passaggio di proprietà del ramo d’azienda. «Non accetteremo cambi di procedure o giochi sui numeri tra sei mesi» commentano Stefano Bona (Fiom Cgil Belluno) e Mauro Zuglian (Fim Cisl Belluno Treviso). «Serve certezza oggi, per evitare disastri sociali domani. Aspettiamo risposte immediate sulla gestione degli occupati e sulla condivisione dei dati con gli investitori. Il tavolo ministeriale deve produrre risultati tangibili, non rinvii».
Sulla stessa linea la sindaca Viviana Fusaro, che definisce l’incontro «tutto sommato positivo», pur richiamando la necessità di accelerare: «Abbiamo aggiornato il Ministero su quanto accaduto nelle ultime settimane e ribadito la volontà di istituzioni e sindacati di non arretrare di un millimetro. Servono tempi rapidi e pragmatismo per arrivare a una soluzione definitiva che tuteli tutti i posti di lavoro e garantisca la continuità dello stabilimento».
Ma il clima si è improvvisamente irrigidito poche ore dopo. Al termine dell’incontro romano, da Feltre sono arrivate notizie poco rassicuranti sulla gestione della produzione e dei clienti. Una comunicazione che ha provocato «forte contrarietà» nelle delegazioni sindacali, già impegnate a chiedere massima trasparenza. Secondo Fim e Fiom, l’azienda avrebbe assunto decisioni unilaterali riguardanti lo spostamento delle matrici, una scelta ritenuta gravissima e in aperta contraddizione con lo spirito del tavolo ministeriale appena concluso.
«Se l’azienda continuerà a prendere decisioni unilaterali sullo spostamento delle matrici, prenderemo provvedimenti fin da domani» attaccano Bona e Zuglian. «Non è possibile che i vertici continuino a tirare la corda in questo modo, prendendo in giro istituzioni, lavoratori e sindacati. La credibilità dell’azienda è già compromessa da questi mesi di totale mancanza di “cura, coraggio e partecipazione”, parole che dovrebbero essere alla base dei loro valori ma che vediamo totalmente disattese». I sindacati avvertono che qualsiasi scelta presa senza confronto, soprattutto dopo le rassicurazioni fornite al MIMIT poche ore prima, sarà considerata un atto ostile: «In caso contrario, Hydro dovrà aspettarsi la nostra reazione. Difenderemo lo stabilimento e il lavoro con tutte le forze e gli strumenti a disposizione».
La posizione di Hydro: «Sicurezza prioritaria, advisor già al lavoro»
In una nota diffusa dopo l’incontro, Hydro — gruppo norvegese leader nell’alluminio a basse emissioni — ringrazia il Ministero, le istituzioni e le parti sociali per il confronto «costruttivo e trasparente». L’azienda conferma l’intenzione di riportare il sito in produzione non appena saranno definite le tempistiche tecniche e garantite le condizioni di sicurezza, definite «priorità non negoziabile». Presentato anche l’advisor esterno incaricato di supportare il percorso di reindustrializzazione, a testimonianza dell’impegno nel trovare una soluzione industriale solida e sostenibile. Hydro precisa inoltre di aver attivato misure per garantire la continuità del servizio ai clienti, coordinandosi con altri siti del gruppo per minimizzare gli impatti sulle forniture.
Prossimo appuntamento: 31 marzo 2026
Le parti torneranno a confrontarsi nel prossimo incontro nazionale già fissato per il 31 marzo 2026.





