Il 10 febbraio, nel Giorno del Ricordo, la sede dei Vigili del Fuoco di Belluno si è trasformata in un luogo di memoria viva. Non una semplice ricorrenza istituzionale, ma un pomeriggio in cui la storia è tornata a parlare attraverso chi l’ha vissuta sulla propria pelle.
Per onorare le vittime delle foibe e l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati – tragedia ricordata ogni anno nella data della firma del Trattato di Parigi del 1947 – il Comando ha invitato due testimoni d’eccezione: Sergio Baratto, classe 1933, e il Capo Reparto in quiescenza Aurelio Rossano, nato a Fiume nel 1946.
Due vite segnate dall’esodo
Baratto e Rossano hanno raccontato ai presenti la loro esperienza di esuli fiumani: famiglie costrette a lasciare tutto, infanzie interrotte, identità da ricostruire altrove. Parole semplici, ma capaci di restituire il peso di una pagina dolorosa della storia italiana. A dialogare con loro è stata la storica bellunese Adriana Lotto, mentre la conduzione dell’incontro è stata affidata a Fabio Jerman, che ha guidato il pubblico attraverso i passaggi più complessi della vicenda del confine orientale.
Una memoria che parla al presente
La Legge 92/2024 ha istituito il Giorno del Ricordo proprio per questo: conservare e rinnovare la memoria di una tragedia che ha segnato migliaia di vite e che rischia, senza testimonianze come queste, di scivolare nell’oblio. L’iniziativa dei Vigili del Fuoco ha riportato quella storia al centro della comunità, trasformando un pomeriggio di febbraio in un momento di ascolto, consapevolezza e responsabilità civile.





