La notizia che in molti temevano è arrivata nelle ultime ore: Michele De Donà Zaccone, 37 anni, non è sopravvissuto alle gravissime ferite riportate nella caduta sulla cascata di ghiaccio a Perarolo. Con lui se ne va un volto conosciuto e stimato del Soccorso alpino del Centro Cadore, una presenza discreta e affidabile per chi vive e frequenta la montagna. L’incidente risale a fine gennaio, durante un’uscita con alcuni amici. Una scalata come tante, in un ambiente che Michele conosceva bene. Poi l’imprevisto: un volo di otto metri, l’impatto violento con il ghiaccio, la perdita di coscienza. Gli amici erano riusciti a portarlo alla base della cascata, mentre le squadre del Cnsas affrontavano condizioni meteo difficili per recuperarlo.
Il dolore del Soccorso alpino
A dare l’annuncio della sua scomparsa è stato proprio il Soccorso alpino e speleologico del Veneto, che sui social ha affidato parole semplici e profonde al ricordo del volontario. Un messaggio che racconta l’attesa, la speranza, il desiderio di un miglioramento che purtroppo non è arrivato. E che ricorda quanto la montagna, anche per chi la conosce e la ama, possa essere imprevedibile.
Una passione che diventava servizio
Per Michele la montagna non era solo un luogo da vivere, ma anche un impegno verso gli altri. Le tecniche, l’esperienza, la conoscenza degli ambienti: tutto ciò che metteva in pratica nelle sue uscite era lo stesso bagaglio che portava nelle operazioni di soccorso. Un volontario preparato, un compagno affidabile, una figura preziosa per la sua stazione e per l’intera comunità.
Un paese che si stringe attorno alla famiglia
Il cordoglio del Cnsas si unisce a quello di Vigo di Cadore, dove Michele era molto conosciuto. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo tra amici, colleghi e compagni di squadra. Alla famiglia, alla stazione del Centro Cadore e a tutti coloro che gli erano vicini arrivano in queste ore decine di messaggi di affetto e vicinanza.





