Hydro Extrusion: tregua sui licenziamenti, impianto operativo fino a febbraio

Hydro Extrusion: tregua sui licenziamenti, impianto operativo fino a febbraio

Non si chiude, almeno per il momento. Termina con un risultato concreto il tavolo tecnico regionale sulla vertenza Hydro Extrusion Italy, riunito oggi (16 dicembre) a Mestre: nessuna procedura di licenziamento verrà avviata nell’immediato e lo stabilimento di Feltre resterà pienamente operativo almeno fino ai primi di febbraio. Una tregua preziosa per i lavoratori e un segnale che riapre la prospettiva della cessione del sito come strada prioritaria. Definito il percorso: operatività garantita e focus sulla vendita. I sindacati, in coordinamento con le istituzioni presenti, hanno ottenuto dall’azienda tre impegni chiave:

  • Stop ai licenziamenti fino a febbraio: il prossimo incontro di verifica è fissato per la prima settimana del mese.
  • Continuità produttiva: Hydro manterrà attivi gli impianti, condizione indispensabile per preservare il valore industriale del sito.
  • Priorità alla cessione: l’azienda si concentrerà sull’opzione della vendita, consentendo l’accesso allo stabilimento ai potenziali acquirenti per le necessarie due diligence.

«Non si chiude (al momento, ndr) e non si licenzia – sottolinea la Segreteria della FIM CISL –. Abbiamo guadagnato tempo, ma va usato bene: l’azienda deve agevolare l’ingresso di nuovi soggetti industriali e garantire la piena operatività. A febbraio la vendita deve essere una soluzione concreta».

Fusaro: «Responsabilità sociale significa rispettare gli impegni»

Presente al confronto anche il sindaco di Feltre, Viviana Fusaro, che richiama l’importanza del percorso avviato: «La responsabilità sociale non va dichiarata, ma esercitata. Oggi si misura nella capacità di garantire operatività, accompagnare una transizione credibile e creare le condizioni per una continuità industriale reale». Fusaro sottolinea anche come la piena operatività degli impianti sia un presupposto essenziale non solo per tutelare i lavoratori, ma anche per mantenere integro il valore dello stabilimento in vista di un possibile passaggio di proprietà. «Per Feltre questo sito non è un semplice insediamento industriale: è parte della storia economica e sociale della città. Dare continuità significa dare prospettiva ai lavoratori e preservare un presidio produttivo strategico» aggiunge la sindaca, confermando il massimo impegno dell’amministrazione nel seguire la vertenza insieme alla Regione e agli altri attori coinvolti.

De Carlo: «Passo importante per occupazione e produzione»

Soddisfazione anche dal senatore bellunese Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria del Senato, che definisce l’esito del tavolo “un passo importante”: «Il congelamento dei licenziamenti e l’apertura alla cessione permettono di tutelare oltre 100 posti di lavoro e di aprire nuove prospettive produttive. La compattezza di istituzioni, parti sociali e Regione è stata decisiva nel rendere la vendita l’opzione prioritaria», il suo commento.

Incassata la tregua, i problemi però restano: la proprietà norvegese infatti non ha cambiato idea sull’idea di chiudere lo stabilimento feltrino. Mentre l’unica soluzione per salvare sito produttivo e posti di lavoro, ovvero la cessione, per andare in porto deve superare scogli non indifferenti: serve innanzitutto un compratore, che abbia la capacità economica per fare anche gli investimenti necessari per garantire un futuro alla fabbrica. E non basta nemmeno la volontà dei vertici italiani, perché ogni eventuale proposta dovrà passare il vaglio di Oslo.

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