Il Grand Prix Lattebusche compie 48 anni e conferma il suo ruolo di riferimento per lo sci giovanile italiano. Nato mezzo secolo fa da un’idea di Ivano Giopp, il circuito veneto di sci alpino e fondo è stato una palestra per generazioni di atleti Baby e Cuccioli, introducendoli all’agonismo e ai valori dello sport.
L’edizione 2025-2026 è stata presentata nella sede di Lattebusche. «È per noi un onore continuare a collaborare con il comitato veneto della Fisi per una manifestazione legata al territorio e alla crescita dei giovani», ha spiegato Matteo Bortoli, responsabile marketing dell’azienda di Cesiomaggiore. Parole condivise da Stefano Longo, vicepresidente nazionale Fisi, che ha definito il Grand Prix «un esempio virtuoso» e da Roberto Visentin, presidente Fisi Veneto, che ha ribadito il ruolo centrale dei club: «Sono il vero motore del nostro movimento. I valori del Grand Prix sono rimasti saldi e vogliamo portarli avanti, crescendo anche grazie al supporto delle aziende».
Il calendario prevede venti gare di qualificazione per lo sci alpino, da gennaio, e dodici per lo sci di fondo, al via il 20 dicembre. Le finali si svolgeranno dal 13 al 15 marzo tra Falcade e la ski area San Pellegrino, con l’organizzazione affidata a tre sci club trevigiani. «Stiamo lavorando intensamente per proporre novità», ha anticipato Cinzia Bonetto, presidente Uoei Treviso e coordinatrice delle finali. Tra queste, l’inserimento del Grand Prix Lattebusche nell’European Week of Winter Sport: «Crediamo che il nostro circuito sia un modello di valorizzazione dello sci e del territorio che merita di essere esportato».





