Sembrava davvero impossibile, ma la speranza – si sa – è l’ultima a morire. Dopo anni di cantieri, deviazioni e attese infinite, le varianti di Valle di Cadore e Tai di Cadore sulla Statale 51 di Alemagna apriranno ufficialmente al traffico. C’è pure la data: il 26 gennaio 2026, una decina di giorni prima dell’avvio dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina. Giusto in tempo, si dirà: se non fosse che le opere inzialmente facevano parte del pacchetto di finanziamenti previsti per i Mondiali di sci 2021. Cinque anni dopo la conclusione delle gare iridate finalmente ci siamo: in vista, appunto, del grande evento olimpico.
L’annuncio è arrivato direttamente dall’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, durante il sopralluogo tecnico ai cantieri del Cadore, giovedì 28 novembre, alla presenza della vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti, del presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, del sindaco di San Vito di Cadore Franco De Bon, del vicesindaco di Valle Stefano Sacchet e del sindaco di Pieve di Cadore Sindi Manushi.
«Le varianti segnano un traguardo molto atteso dalle comunità della Valle del Boite – ha dichiarato Gemme – e rappresentano un passo in avanti concreto nell’accessibilità verso Cortina d’Ampezzo. Ma sono opere pensate prima di tutto per migliorare la mobilità quotidiana di chi vive e lavora in questa area strategica per il Paese».
Un piano da 350 milioni
Come detto, gli interventi rientrano in un percorso avviato con i finanziamenti dei Mondiali di Sci 2021 e fanno parte di un programma da oltre 350 milioni di euro: «Uno dei più importanti – spiega Anas in una nota – dedicati alla viabilità di montagna». Più di cento le opere già realizzate, metà delle quali per la mitigazione del dissesto idrogeologico: consolidamenti, regimentazione delle acque, difese dei versanti e adeguamenti idraulici. Tra i lavori più delicati, ricorda ancora Anas, la gestione della frana della Croda Marcora, che ha richiesto attività straordinarie per garantire continuità ai collegamenti e sicurezza alle comunità locali.
Le varianti
- Valle di Cadore (in foto un rendering): 800 metri di nuovo tracciato, di cui 613 in galleria, per superare il nodo urbano regolato da semaforo. Durante gli scavi è stata gestita anche un’area archeologica.
- Tai di Cadore: 1,5 km di tracciato con 1.000 metri di galleria naturale, nuovi svincoli e adeguamenti idraulici. In fase di avvio lavori è stata effettuata la bonifica di una discarica con presenza di amianto.
Un traguardo olimpico
«Abbiamo operato in un contesto impegnativo tra ritrovamenti archeologici, bonifiche ambientali e criticità geologiche – ha sottolineato Gemme –. L’apertura delle varianti prima dei Giochi è il risultato della collaborazione tra strutture, imprese e amministrazioni locali». Un risultato che, per gli automobilisti del Cadore, significa soprattutto dire addio a semafori interminabili e code da incubo. E che per Cortina e le Dolomiti diventa un biglietto da visita internazionale, pronto a mostrarsi al mondo con infrastrutture (si spera) finalmente all’altezza della sfida olimpica.





