Doccia fredda per le Comunità Energetiche Rinnovabili: il Ministero dell’Ambiente ha ridotto del 64% i fondi PNRR destinati alle CER, passando da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro. Una decisione comunicata a ridosso della scadenza del bando (30 novembre) e che ha spiazzato operatori e comunità locali.
«Abbiamo affrontato scogli burocratici enormi e tempi biblici per avviare i progetti – denuncia la CER Monte Pizzocco, che coinvolge San Gregorio Nelle Alpi, Sospirolo, Santa Giustina e Borgo Valbelluna –. Ora l’incertezza sui fondi mina la credibilità dell’intero sistema».
Secondo il MASE, la rimodulazione serve a rispettare le scadenze europee: rendicontazione entro agosto 2026 e fine lavori entro giugno 2026. Ma sul territorio la situazione è critica: le richieste hanno già superato 864 milioni di euro e 1.971 MW di potenza, oltre il target fissato dal PNRR. I progetti approvati ma senza copertura resteranno “idonei” per eventuali scorrimenti, senza garanzie. «Se i nostri soci perdono fiducia, anche gli obiettivi di decarbonizzazione rischiano di saltare. È un boomerang per imprese locali e per la transizione energetica», avverte la CER.
La comunità chiama in causa la politica regionale: «Serve una presa di posizione chiara. La transizione non può diventare un privilegio per pochi grandi operatori».





