Il Consiglio di Stato ha annullato definitivamente la sentenza del TAR Lazio che, lo scorso maggio, aveva sospeso l’efficacia della circolare del Viminale sul riconoscimento di persona degli alloggiati. Con la decisione del 21 novembre, accogliendo le istanze del Ministero dell’Interno e di Federalberghi, il massimo organo di giustizia amministrativa ribadisce un principio chiaro: i gestori di tutte le strutture ricettive – comprese le unità immobiliari destinate alle locazioni brevi – devono verificare di persona la corrispondenza tra il documento d’identità e l’effettivo ospite.
Oltre alla trasmissione dei dati alle autorità di pubblica sicurezza, resta dunque obbligatorio il controllo diretto, una prassi consolidata nel settore ma recentemente messa in discussione da una complessa vicenda giudiziaria.
«È un passo di grande importanza che valorizza la professionalità di albergatori, gestori di campeggi e strutture ricettive – commenta Walter De Cassan, presidente di Federalberghi Belluno-Dolomiti –. Grazie a questa attività, si garantisce una collaborazione sistematica con le forze dell’ordine e si rafforza la sicurezza sul territorio, anche rispetto all’identificazione di persone oggetto di attenzione da parte delle autorità».





