Prevenire le infiltrazioni criminali negli appalti pubblici è una sfida che richiede collaborazione e competenze condivise. Nei giorni scorsi Belluno ha ospitato una “Field-Visit” dedicata alla prevenzione amministrativa antimafia, promossa dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno. All’iniziativa hanno partecipato i rappresentanti delle Forze di Polizia di dieci Paesi dell’Unione Europea, coordinati dal network comunitario ENAA (European Network on the Administrative Approach).
La visita si è articolata in due giornate di formazione. Nella sede della Prefettura si è svolto un workshop in cui la Direzione Centrale della Polizia criminale, la Direzione Investigativa Antimafia di Padova e la Prefettura hanno illustrato la normativa antimafia, le tipologie di controlli e i risultati della prevenzione amministrativa. Tra i temi affrontati, il modello “Milano-Cortina 2026”, pensato per contrastare le infiltrazioni criminali nelle opere dei Giochi olimpici invernali. Al workshop è intervenuto anche il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, Prefetto Maria Rosaria Laganà, con un approfondimento sulle attività dell’Agenzia.
La seconda giornata ha avuto un taglio operativo: le delegazioni europee hanno assistito a un accesso interforze al cantiere del “Trampolino del salto 1956 e braciere” di Cortina d’Ampezzo, disposto dal Prefetto di Belluno e svolto dalle Forze di Polizia con il supporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e sotto il coordinamento della DIA di Padova.
La visita si è conclusa con un debriefing a palazzo dei Rettori, dove è stata ribadita l’importanza di una collaborazione stabile, anche transnazionale, per prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici.





