Il Bellunese rischia una fuga silenziosa di forza lavoro: 23 mila lavoratori in meno nei prossimi quindici anni. È l’allarme lanciato dalla Cisl Belluno Treviso, che oggi ha riunito oltre cento dirigenti e delegati al BHR Hotel di Quinto di Treviso per un confronto diretto con quattro candidati consiglieri regionali, in vista delle elezioni venete del 23 e 24 novembre.
A rispondere all’appello del sindacato, Paola Roma e Andrea De Bernardin per il centrodestra, Claudio Beltramello e Alessandro Del Bianco per il centrosinistra. Al centro del dibattito, il manifesto “Per il Veneto del futuro”, elaborato da Cisl Veneto con il contributo delle Unioni territoriali: un patto per sviluppo, lavoro e stato sociale.
Il segretario generale Francesco Orrù ha tracciato una rotta chiara: “Serve un patto di corresponsabilità tra imprese, lavoratori e istituzioni. Dobbiamo rendere le nostre province luoghi dove sia possibile vivere, lavorare e costruire il proprio futuro”.
I dati presentati dall’Ufficio Studi Cisl fotografano una realtà preoccupante. Nel Bellunese, la retribuzione media è di 23.776 euro, ma l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto di oltre il 9%. Dal 2016, i salari sono cresciuti del 10%, ma i prezzi sono aumentati del 19,4%. Sul fronte sanitario, i medici di base sono scesi da 128 a 114 in tre anni, mentre gli accessi in codice bianco al Pronto Soccorso sono aumentati del 65%. E sul lavoro, i numeri restano allarmanti: 1.831 infortuni nei primi otto mesi del 2025, uno dei quali mortale.
La crisi abitativa si intreccia con lo spopolamento dei comuni montani e con la difficoltà di trovare casa, anche per chi ha già un contratto di lavoro. “Un corto circuito – ha spiegato Orrù – che rischia di svuotare il territorio, proprio mentre le aziende faticano a trovare personale qualificato”.
Dieci sindacalisti, in rappresentanza del Consiglio generale, hanno rivolto domande dirette ai candidati, chiedendo impegni precisi su sicurezza, sanità, casa e lavoro. Le conclusioni sono state affidate al segretario regionale della Cisl Veneto, Massimiliano Paglini, che ha ribadito la necessità di istituire tavoli permanenti di confronto tra istituzioni e parti sociali.





