La sostenibilità dei servizi essenziali in Veneto è a rischio.
Le cooperative sociali di Belluno e Treviso lanciano un appello forte e urgente ai candidati alla presidenza della Regione: servono impegni chiari per garantire dignità, qualità e continuità ai servizi rivolti alle persone con disabilità. A farsi portavoce della richiesta è Federsolidarietà Belluno e Treviso, che rappresenta 66 cooperative attive nelle due province (11 a Belluno e 55 a Treviso), con oltre 10 mila lavoratori e un fatturato complessivo di 244 milioni di euro. Un sistema complesso, radicato nel territorio, che ogni giorno assiste migliaia di persone con disabilità attraverso centri diurni, comunità alloggio, RSA, gruppi appartamento e progetti sperimentali.
I numeri che raccontano un impegno quotidiano
• Nel Trevigiano: oltre 1.200 persone assistite, di cui 687 in 30 centri diurni e 250 in 18 comunità alloggio. Attivi anche 11 gruppi appartamento, 2 RSA e numerosi progetti regionali e nazionali, tra cui “Dopo di Noi”.
• Nel Bellunese: 7 centri diurni (133 posti), 5 comunità alloggio (66 posti), una RSA (44 posti), più progetti dedicati a persone con autismo e percorsi di rete che coinvolgono decine di utenti.
Dati che testimoniano l’impatto concreto delle cooperative sociali nel garantire inclusione, assistenza e dignità alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Le criticità: costi in aumento, rette ferme
Nonostante l’impegno degli operatori, il sistema mostra segni evidenti di affaticamento. Le cause:
• Rette e corrispettivi fermi da anni, mentre i costi di gestione (personale, energia, manutenzione) continuano a salire.
• Mancato riconoscimento degli aumenti contrattuali previsti dai CCNL, che rende insostenibile garantire condizioni di lavoro dignitose.
• RSA area disabilità escluse dagli aumenti previsti dalla DGR 1301/2024, con gravi ripercussioni sulle strutture più piccole.
• Assenza di una retta standard regionale per le comunità alloggio, che genera disuguaglianze e mette a rischio la sostenibilità.
• Disapplicazione del DPCM 2017 sui LEA, con squilibri tra quota sociale e sanitaria, soprattutto nelle comunità alloggio.
• Carenza cronica di personale qualificato, aggravata dal basso riconoscimento economico e sociale delle professioni di cura.
L’appello: “Servizi di qualità non sono un lusso, ma un dovere”
«Chiediamo ai candidati alle prossime elezioni regionali di assumere un impegno pubblico concreto a supporto delle nostre imprese – dichiara Eugenio Anzanello, vicepresidente di Confcooperative Federsolidarietà Veneto – aggiornando i corrispettivi economici all’indice ISTAT e riconoscendo gli aumenti contrattuali».
«Garantire servizi di qualità alle persone con disabilità non è solo una questione economica, ma un dovere etico e sociale – aggiunge Luca Sartorato, presidente di Federsolidarietà Belluno e Treviso –. Le cooperative chiedono che la prossima legislatura regionale metta al centro la dignità delle persone e il valore del lavoro di cura».





