Un conto salato, che penalizza le micro e piccole imprese. Nel 2024, le MPI della provincia di Belluno hanno speso 37 milioni di euro in elettricità, ben 7 milioni in più rispetto alla media europea. A denunciarlo sono Claudia Scarzanella e Michele Basso, presidente e direttore di Confartigianato Imprese Belluno, intervenuti alla convention “Energies and Transition Confartigianato High School” in Sardegna.
«Non chiediamo trattamenti di favore, ma regole eque per tutti», sottolineano. I dati del centro studi di Confartigianato parlano chiaro: il prezzo medio dell’elettricità per le piccole imprese italiane è di 28 centesimi per kWh, il 22,5% in più rispetto alla media Ue. A pesare sono anche le imposte: il prelievo fiscale e parafiscale è più che doppio rispetto all’Europa.
«Il paradosso – aggiunge Basso – è che le grandi imprese energivore pagano meno tasse in bolletta. Eppure si parla di sostenibilità». Scarzanella rilancia: «Un surplus del genere è un handicap competitivo. Gli artigiani meritano regole chiare e giuste».
Confartigianato punta su soluzioni concrete: nel Bellunese, il Consorzio energia Caem e la Comunità energetica A-Certa aiutano le imprese a contenere i costi e guardare al futuro con più serenità.





