600 firme per chiedere attenzione: Acc e Ideal preoccupazione alle stelle

600 firme per chiedere attenzione: Acc e Ideal preoccupazione alle stelle

Il paradosso è diviso in due pezzi, distanti una manciata di chilometri, ma entrambi residenti a Borgo Valbelluna. Due fabbriche che stanno lavorando, e bene. Ma che per motivi diversi sono al centro della via crucis (e la settimana santa non c’entra). Acc, ex cinese e oggi con l’acqua alla gola per l’assenza di liquidità nonostante commesse sempre presenti. E Ideal Standard, ex Ceramica Dolomite, una fabbrica che ha esportato nelle case e negli uffici di tutto il mondo un made in Belluno ancora riconoscibile seppur sbiadito. 

Oggi proprio la Ideal non conosce il suo futuro. E neanche l’incontro al Mise, martedì 30 marzo, ha potuto dipanare la nebbia. Ecco perché i dipendenti dell’azienda trichianese hanno deciso di alzare ancora una volta l’asticella, preoccupati per i loro posti di lavoro. Perché dopo anni in cui si sono tolti dalla busta paga cifre consistenti (fino a 150-170 euro al mese) per contribuire agli investimenti sul sito produttivo, non possono tollerare di veder chiudere la fabbrica e di traslocare all’estero la produzione di ceramica per sanitari.
Le assemblee con sindacati e Rsu hanno già messo in calendario un prossimo incontro per il 15 aprile, seguito una settimana dopo dal nuovo vertice al ministero dello sviluppo economico. In mezzo, sperano i sindacati, la proprietà potrebbe presentare una prima bozza di piano industriale.

Intanto i lavoratori hanno raccolto 600 firme, tra Ideal e Acc. E ieri le hanno consegnate al presidente della Provincia Roberto Padrin, con una richiesta: convocare a Palazzo Piloni un tavolo permanente su lavoro e situazioni aziendali della Valbelluna; una sorta di unità di crisi. Da parte della Provincia, adesione piena e piena solidarietà: «Non possiamo permetterci di perdere i due siti produttivi di Borgo Valbelluna, Acc e Ideal, che danno lavoro a circa 700 persone e reddito ad altrettante famiglie – ha detto il presidente Padrin -. Condivido la preoccupazione di operai e sindacati: il lavoro è un diritto e in due realtà che di lavoro ne hanno, continuare a portarlo avanti è sacrosanto».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto