Storie e leggende, unite dal filo della fantasia, della creatività e di una tradizione che si tramanda. Seguire questa traccia è un’emozione. E lo è, a maggior ragione, se la storia arriva da una ragazzina di 11 anni: Ilaria. La ringraziamo di cuore per questo dono prezioso.
Ogni mio anello racconta una storia e oggi vi voglio svelare quella di una bambina davvero speciale.
Molti anni fa non vivevo in questa foresta ricca di verde, ma in un piccolo prato vicino al centro di una città molto affollata; per più di 100 anni ho vissuto in questo posto rumoroso, gli umani si lamentavano perché facevo cadere le mie ghiande sulla strada e lo spazzino non voleva raccogliermi le foglie in autunno. Tutti lanciavano le cartacce sulle mie radici, anziché nel cestino a fianco. Ero solo una vecchia quercia senza nessuno che mi aiutasse.
Poi un giorno vidi una bambina, si chiamava Neve, stava tornando da scuola…non l’avevo mai vista prima di allora. Lei si avvicinò a me, mi sorrise: raccolse le cartacce e spazzò le foglie. Ero felice. Lo faceva ogni giorno e a volte si arrampicava tra i miei rami.
Suo padre era il proprietario di una grande azienda e voleva abbattermi per costruire un supermercato. Abbattere una vecchia quercia, grande, forte e rigogliosa, per metterci una scatola di cemento!
No signore! Ma l’unica persona che poteva aiutarmi era una bambina di 6 anni.
All’inizio pensavo che non poteva fare nulla. Beh, mi sbagliavo. Il mattino seguente trovai un cartellone verde con Neve che mi guardava felice. Lesse il cartello: “Gli alberi parlano, ascoltiamoli. Aiutiamo la signora quercia a essere felice, donate per lei”.
Appena ebbe finito di leggere corse ad abbracciarmi.
Poco dopo passò lo spazzino, ma non andò dritto, si fermò, lesse il cartello e mise dei soldi nel cesto. Tutti si fermavano a leggere il cartello e a donare prima di andare al lavoro, i bambini tiravano fuori dalla tasca quei pochi centesimi che avevano, era davvero bello!
Con i soldi ricavati, Neve convinse i genitori a chiamare un signore per sradicarmi e portarmi da un’altra parte. Dopo qualche ora di viaggio, mi trovai in una radura circondata da pini, aceri, castagni. Ero davvero felice.
Passarono gli anni e Neve, nonostante la distanza, veniva a trovarmi tutti i giorni. È diventata una scrittrice, una scrittrice che non ha mai smesso di pensare come una bambina di 6 anni, che raccoglie le cartacce e spazza le foglie.
Come regalo per i miei 150 anni, Neve ha scritto un libro che racconta la mia storia e quella di tanti altri alberi. Mentre me lo leggeva per la prima volta, mi sono commossa tantissimo nel momento in cui ho sentito pronunciare la frase che mi aveva salvato la vita tanti anni fa.
Ora ho 170 anni e Neve, nonostante l’età, viene a trovarmi ogni giorno, con il suo sorriso che non è mai cambiato.





