Mancano 365 giorni alle Olimpiadi invernali 2026. Oggi (6 febbraio) infatti verrà acceso il braciere olimpico di Milano Cortina. E se le opere ancora non sono pronte – il palaghiaccio di Cortina è pronto, mentre il bob ancora no, e per le strade c’è da attendere – l’entusiasmo comincia a battere i primi colpi.
BELLUNO-FELTRE
Belluno ha allestito la città con bandiere e striscioni un paio di settimane fa, seguita a ruota da diversi comuni della Valbelluna tanto che oggi dal capoluogo a Feltre il richiamo ai giochi a cinque cerchi è chiaro e rende il senso di attesa e le aspettative che il territorio ha verso il grande appuntamento olimpico e paralimpico. Bandiere e striscioni, infatti, coinvolgono anche Sedico, Santa Giustina, Borgo Valbelluna, Cesiomaggiore e Feltre.
A Belluno il city dressing sarà un percorso in più tappe. Dopo un primo allestimento concluso nei giorni scorsi, in estate è prevista un’implementazione di grafiche e vessili e così poco prima della fine dell’anno. In questo modo l’amministrazione potrà sempre contare su materiali nuovi con i quali sostituire quelli eventualmente rovinati e potrà implementare il “percorso olimpico” aggiungendo nuove location.
«A metà dicembre ci hanno consegnato un primo kit con 50 bandiere – spiega l’assessore allo Sport, Monica Mazzoccoli -, per le quali è stato necessario realizzare su misura le staffe prima di montarle su pali e posizionarle. Abbiamo individuato i luoghi dopo diversi sopralluoghi, affinché il city dressing abbia il maggior impatto possibile sia per i bellunesi che per chi arriva in visita alla città».
Così gli striscioni sono stati posizionati sul sovrappasso di viale Europa e sul ponte di via Medaglie d’Oro, mentre le bandiere sul Ponte Sarajevo, sul Ponte sull’Ardo, a Lambioi, in Viale Europa, alla rotonda di Marisiga e in piazza a Cavarzano. Due drappi fanno bella mostra di sé, infine, sulla facciata di Palazzo Rosso e al parcheggio di Lambioi, una delle porte d’ingresso al centro storico. Si attendono nelle prossime settimane due cartonati delle mascotte che potranno essere collocati nei pressi degli impianti sportivi o alla scala mobile di Lambioi.
«Come Comune di Santa Giustina, siamo entusiasti di partecipare a questa iniziativa che coinvolge tutta la Valbelluna in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 – il commenta del sindaco Ivan Minella -. Crediamo fermamente che lo spirito olimpico rappresenti un momento di unione, condivisione e crescita per l’intera comunità: per questo sosteniamo con convinzione ogni progetto che, come il “city dressing” avviato dal Comune di Belluno, valorizzi il nostro territorio e ne promuova i valori sportivi e inclusivi».
«Il nostro auspicio è che questo sia solo l’inizio di un percorso condiviso – conclude il sindaco di Feltre, Viviana Fusaro -: una serie di iniziative che, da qui al 2026, consentano di far emergere le potenzialità della Valbelluna, sia sotto il profilo sportivo che culturale, e rendano tangibile la forza della montagna e la ricchezza delle persone che la vivono. Solo collaborando e “facendo squadra” tra comuni possiamo rendere ancora più significativo e duraturo l’impatto di un evento olimpico di portata storica per il nostro territorio. Siamo convinti che queste Olimpiadi sapranno lasciare un’eredità importante alle future generazioni, non solo nelle infrastrutture ma anche e soprattutto nello spirito di accoglienza, inclusione e rispetto reciproco, valori essenziali dello sport e della comunità. Da parte nostra continueremo a impegnarci attivamente, affinché questa opportunità si traduca in un’occasione di crescita, coesione e promozione del nostro meraviglioso territorio».
PROVINCIA
«L’attesa del piacere è essa stessa piacere, recita un’affermazione diventata celeberrima. E allora l’attesa delle Olimpiadi, pur non essendo essa stessa Olimpiadi, deve spingerci a vivere al massimo questi dodici mesi che ci separano dal grande evento» dice il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin. «Deve alimentare la passione e la voglia di sport. Deve spingere l’intero territorio alla consapevolezza di cosa significa davvero ospitare gare olimpiche e paralimpiche, in termini di entusiasmo, di atmosfera, di flussi di sportivi, visitatori, turisti, appassionati… Deve essere il tempo della semina per raccogliere frutti abbondanti e duraturi non solo durante i giorni delle gare, quando il nostro territorio sarà sotto i riflettori, ma soprattutto dopo, quando le luci della ribalta saranno spente».
La Provincia utilizza alcuni numeri per spiegare l’importanza dell’evento olimpico. «Manca un anno esatto all’accensione del braciere ed è il tempo della costruzione del futuro. Partiamo da un dato di fatto: un’Olimpiade non solo accende l’attenzione su un territorio, ma è in grado di far avvicinare allo sport un pubblico sempre più vasto. Lo dice la storia, visto che lo sci alpino è diventato uno sport di massa dopo Cortina 1956, lo confermano i numeri delle ultime edizioni dei Giochi Invernali. In Italia le persone che praticano lo sci alpino sono aumentate di mezzo milione di unità negli ultimi dieci anni (secondo dati dell’Osservatorio italiano del turismo montano); lo scialpinismo è cresciuto di quasi 100mila praticanti nello stesso periodo, e Cortina 2026 rappresenterà il debutto di questa disciplina nel medagliere olimpico. Dopo Pechino 2022 è cresciuto a dismisura il mercato cinese degli sport invernali: +480% il valore del mercato sciistico in Cina tra il 2015 e il 2022 (da dati Milano Finanza, Credit Swiss e Global Blue). Se ci aggiungiamo che Venezia – a un’ora di macchina da Belluno e poco più di un’ora e mezza dalle Dolomiti Bellunesi – è la prima città per spesa media dei turisti cinesi in Italia (+40% sul 2019), abbiamo numeri importanti su cui costruire il futuro. L’altro dato di fatto è che già adesso le Olimpiadi hanno portato investimenti importanti sul territorio, e la realizzazione di infrastrutture di cui c’era bisogno, e che senza il grande evento difficilmente avremmo potuto raggiungere. Già adesso le Paralimpiadi hanno creato i presupposti per lavorare sull’accessibilità e sull’inclusione, in termini strutturali e culturali. Già adesso le opere sportive di Cortina hanno creato i presupposti indispensabili per poter ospitare nel 2028 i Giochi Olimpici Giovanili. Adesso sta a noi – al territorio, al sistema che saremo in grado di costruire tra istituzioni, imprese, società attiva – preparare il terreno».





