Snodi in Quota, il progetto convince e il Comune punta al rinnovo

Snodi in Quota, il progetto convince e il Comune punta al rinnovo

In provincia di Belluno c’è un servizio che, silenziosamente, ha accompagnato migliaia di persone tra pratiche digitali, bonus, opportunità e orientamento. È Snodi in Quota, la rete di sportelli diffusa sul territorio che negli ultimi mesi ha registrato oltre 3.200 accessi, diventando un punto di riferimento per chi cerca supporto concreto nella giungla dei servizi online. Numeri che parlano da soli e che hanno spinto il Comune ad avviare l’iter per un possibile rinnovo del progetto. Il bilancio è stato presentato a Palazzo Rosso, alla presenza del Comune di Belluno, dell’azienda Meta Logos e di Fondazione Cariverona, che ha finanziato l’iniziativa. Gli sportelli – attivi a Belluno, Pieve di Cadore, Agordo, Santo Stefano e Livinallongo – hanno risposto alle richieste dei cittadini su servizi digitali, orientamento e opportunità territoriali.

Il punto informativo di Belluno, operativo da più tempo, ha raccolto da solo 2.400 accessi. Interessante il dato anagrafico: la fascia più rappresentata non è quella degli anziani, ma le persone tra i 35 e i 59 anni, che costituiscono il 47% degli utenti. I giovani, pari al 17%, si sono rivolti agli sportelli soprattutto per informazioni su lavoro e supporto digitale. Le richieste più frequenti riguardano SPID, cartella sanitaria, bonus e pratiche amministrative. Ma Snodi in Quota non si è limitato all’assistenza: open day, attività di animazione territoriale, momenti formativi e informativi hanno rafforzato il legame con le comunità locali.

Il progetto si è concluso a fine 2025, ma il Comune ha già deciso di avviare l’iter per un possibile rinnovo. Una relazione dettagliata sarà presentata al comitato dei 46 sindaci dell’ambito territoriale, chiamati a esprimersi sulla prosecuzione del servizio. «Faremo la proposta di prolungamento, poi saranno i sindaci a decidere», spiegano dal Comune. Per finanziare la nuova fase, l’amministrazione punta a intercettare fondi ministeriali, attualmente oggetto di confronto e progettazione. L’obiettivo è dare continuità a un servizio che ha dimostrato di rispondere a un bisogno reale e trasversale della popolazione.

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