Sicurezza sul lavoro, a Belluno sei vittime nei primi otto mesi del 2026

Sicurezza sul lavoro, a Belluno sei vittime nei primi otto mesi del 2026

Sei morti sul lavoro nei primi otto mesi del 2026 contro l’unica vittima registrata nello stesso periodo dello scorso anno. È il dato che emerge dall’analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che fotografa una situazione in peggioramento nel Bellunese e colloca la provincia tra quelle con un’incidenza degli infortuni mortali superiore alla media nazionale. Nel complesso il Veneto registra 75 decessi sul lavoro tra gennaio e agosto, uno in meno rispetto ai 76 rilevati nel 2025 (-1,3%). Un calo giudicato però insufficiente dagli analisti dell’osservatorio, anche alla luce dell’aumento delle denunce di infortunio, cresciute del 2,6% a livello regionale.

A preoccupare, guardando al territorio bellunese, è soprattutto l’andamento dell’incidenza. La provincia passa da un indice di 11,1 morti per milione di occupati registrato nel 2025 a 22,7 nel 2026, valore che la colloca in zona arancione, al di sopra della media nazionale fissata a 20,9. Peggio fanno soltanto Vicenza e Padova, entrambe in zona rossa rispettivamente con un indice di 28,6 e 27,5.  Anche osservando i numeri assoluti il salto è evidente. Le vittime complessive nel Bellunese, considerando sia gli incidenti in occasione di lavoro sia quelli in itinere, passano da una a sei nel confronto tra i primi otto mesi del 2025 e quelli del 2026, l’incremento percentuale più alto tra tutte le province venete. 

Limitando l’analisi ai soli infortuni mortali avvenuti durante l’attività lavorativa, ed escludendo quindi quelli in itinere, Belluno registra due decessi contro uno dello scorso anno. A livello regionale le vittime in occasione di lavoro scendono invece da 53 a 49.  Nel Bellunese sono state inoltre presentate 1.886 denunce di infortunio dall’inizio dell’anno a fine agosto. Si tratta del dato numericamente più basso del Veneto, ma inevitabilmente influenzato dalla dimensione occupazionale della provincia. 

A livello regionale il settore manifatturiero si conferma quello con il maggior numero di denunce di infortunio, davanti a costruzioni, commercio, trasporto e magazzinaggio e sanità. Tra gli altri dati evidenziati dall’osservatorio, oltre il 37% delle vittime registrate in Veneto nei primi otto mesi dell’anno è di nazionalità straniera.

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