SIB trasloca a Levego: via libera alla nuova sede

SIB trasloca a Levego: via libera alla nuova sede

Servizi Integrati Bellunesi si prepara a traslocare a Levego. L’assemblea dei soci di SIB ha approvato la realizzazione nell’area, già di proprietà della società, della nuova sede che riunirà uffici amministrativi e polo logistico. È la più importante delle decisioni assunte nell’assemblea che si è tenuta ieri pomeriggio (15 ottobre) a Villa Carpenada, la prima dall’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Alice De Cet.

La necessità di una nuova sede nasce dalla crescita di SIB in termini di servizi, attività e personale e dall’esigenza di disporre di una struttura adeguata anche ai requisiti previsti per gli edifici di interesse strategico. Due le alternative sottoposte dal cda ai soci. La prima prevedeva l’acquisizione dell’edificio di via Tiziano Vecellio, dove si trovano già buona parte degli uffici amministrativi, la ristrutturazione dello stabile e degli edifici attigui di via Masi Simonetti e la realizzazione del solo polo logistico a Levego. Alla fine ha prevalso la seconda strada: costruire a Levego sia gli uffici sia il polo logistico, prevedendo spazi anche per il Consorzio Bim Piave e SIT. L’obiettivo è quindi concentrare nello stesso complesso più realtà pubbliche a servizio del territorio. L’investimento, precisa SIB, non avrà ricadute sulla tariffa del servizio idrico integrato. «La scelta di Levego rappresenta un passaggio importante per accompagnare la crescita di SIB e dotarla di spazi adeguati alle esigenze presenti e future», commenta De Cet. L’obiettivo, aggiunge la presidente, è «centralizzare i servizi al territorio, migliorare l’organizzazione delle attività, rafforzare il supporto che offriamo ai Comuni».

L’assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto sui conti della società nata dalla fusione di Bim Gestione Servizi Pubblici e Bim Belluno Infrastrutture. Il primo semestre del 2026 si è chiuso con 19,9 milioni di euro di ricavi, circa 17 milioni di costi, un margine operativo lordo di 3 milioni e un utile di 300mila euro. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati inoltre realizzati 12 milioni di euro di investimenti. Tra gli interventi conclusi figurano i tre progetti finanziati dal Pnrr: la distrettualizzazione e digitalizzazione di oltre 1.700 chilometri di rete idrica, il rinnovamento del depuratore di Marisiga e il nuovo centro di trattamento e disidratazione dei fanghi di depurazione a Longarone. Sui conti pesa però la siccità: a fine giugno la produzione delle 35 centraline idroelettriche gestite dalla società risultava inferiore del 33% rispetto allo stesso periodo del 2025. La flessione era arrivata al 42% a fine agosto.

Lo sguardo è già rivolto ai prossimi anni. Secondo SIB, le opere da realizzare entro il 2035 per migliorare e potenziare il sistema idrico provinciale valgono circa 400 milioni di euro. Tra gli indirizzi indicati dai soci al consiglio di amministrazione ci sono gli investimenti nel servizio idrico, la ricerca di nuove fonti di finanziamento, lo sviluppo del settore energetico e il potenziamento dei servizi digitali. Infine, l’assemblea ha approvato una modifica nella partecipazione a SIT – Società Informatica Territoriale: SIB cederà il 17% del capitale alla Provincia di Belluno e un ulteriore 1% all’Ente Parco. La partecipazione della società scenderà così dal 31 al 13%.

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