Ruba il bancomat a un anziano: arrestato 50enne lombardo

Ruba il bancomat a un anziano: arrestato 50enne lombardo

Arrestato dalla Squadra mobile di Belluno, guidata da Jacopo Ballarin, un 51enne pregiudicato monzese. L’uomo (G.A. le sue iniziali) il 4 giugno scorso, aveva rubato con l’inganno il bancomat ad un anziano bellunese, dopo aver spiato il codice pin. E con la carta, prima che venisse bloccata dalla banca per un numero di operazioni anomale, era riuscito a prelevare e fare acquisti in un negozio del centro, per un totale di circa 2.000 euro.

L’anziano non si era accorto di nulla, messo in confusione dalla parlantina del ladro, che prima lo aveva spiato mentre prelevava dallo sportello bancomat della sua banca, per poi, con destrezza, rubargli la carta una volta che questa era stata espulsa dalla fessura. Anzi, convinto con l’inganno che la tessera fosse stata bloccata dalla banca, il 77enne si era recato allo sportello, reclamando la restituzione del bancomat. Che nel frattempo però era stato già utilizzato dal 50enne (con alle spalle numerose condanne per furto, truffa e rapina) per effettuare due prelievi ed acquistare capi di vestiario per la moglie (non indagata), con la quale era arrivato a Belluno dalla sua abitazione brianzola e con la quale poi, in serata, si era recato a Caorle.

Le indagini della Squadra mobile e della Polizia postale sono partite dalle immagini delle videocamere di sorveglianza del bancomat, che hanno permesso di ricostruire almeno parzialmente il volto dell’uomo. Incrociando le immagini con le altre presenti in città e lungo le strade, si è potuti risalire alla vettura usata dall’uomo: una Citroen C3 presa a noleggio a Trento, a nome di un prestanome e fornendo un numero di telefono di un’altra persona. Ma gli investigatori non si sono arresi e con un paziente di ricostruzione sono alla fine risaliti all’identità dell’uomo, arrestato mercoledì nella sua casa di Monza. Il 50enne, ora agli arresti domiciliari, dovrà rispondere di furto aggravato e indebito utilizzo di carte di pagamento.

Il fenomeno dei reati contro il patrimonio mediante frode è purtroppo in aumento anche nella nostra provincia. La questura di Belluno nei primi 8 mesi del 2022 ha indagato 52 persone, trattando 134 casi; mentre nello stesso periodo del 2021 gli indagati erano stati 26, con 110 casi trattati.

«Uno dei metodi più utilizzati – spiega Ballarin – è questo. La futura parte offesa, dopo aver messo in vendita online un suo bene, viene contattata telefonicamente dal delinquente, che attraverso una serie di raggiri lo induce a recarsi presso uno sportello atm, convincendola a effettuare determinate operazioni con la prospettiva di ricevere direttamente e velocemente il denaro. Accade invece l’esatto contrario: il truffato ricarica così diverse postepay, intestate a prestanome, con i soldi del suo conto corrente o contenuto nella carta di pagamento. Si tratta di un fenomeno che colpisce tutte le fasce d’età e che ha portato numerose persone ad essere truffate per somme anche ingenti».

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