Dolomiti Ambiente chiuderà l’anno con il segno positivo, sostanzialmente superando l’andamento del 2023 che era terminato con 155mila euro di utile. Lo ha annunciato ieri (20 dicembre) in conferenza stampa l’amministratore unico della società provinciale di gestione dei rifiuti, Angelo Smaniotto. La partecipata di Palazzo Piloni può così guardare con solidità al futuro, anche con progetti innovativi per consolidare l’economia circolare. L’obiettivo è quello di accedere a investimenti sulla transizione energetica per l’impianto del Maserot. In particolare, Dolomiti Ambiente potrà arrivare a produrre idrogeno e metanolo dal trattamento del rifiuto umido, che già oggi fa funzionare il biodigestore per la produzione di energia elettrica.
«È un obiettivo concreto – sottolinea il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin -. Assieme al risultato finanziario, conferma la strategicità di un impianto, quello del Maserot, che ritengo sempre più importante per il nostro territorio, nell’ottica di chiudere il cerchio a livello locale della raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti».

INNOVAZIONE
I progetti di efficientamento energetico del Maserot sono stati elaborati dagli uffici tecnici della società e puntano a integrare Dolomiti Ambiente nel processo di transizione energetica.
«Abbiamo già alcune valutazioni positive per operare con investimenti mirati per la produzione di idrogeno e metanolo attraverso il trattamento del rifiuto umido organico» spiega l’ingegner Michele Artusato, direttore generale della Provincia. «L’idrogeno è la vera sfida green dell’Unione Europea, e il metanolo è alcol che può sostituire il gasolio nei motori. Di conseguenza, la partita è quanto mai attuale e Dolomiti Ambiente ha le dimensioni e la performabilità ideali per sperimentare la produzione di queste due materie energetiche connessa al trattamento rifiuti. Ciò consentirà di dare vita a un circolo virtuoso attraverso l’alimentazione dei camion che portano rifiuti. Questo è l’elemento di plus: non solo trasporto rifiuti senza produrre CO2, ma smaltimento rifiuti con produzione di idrogeno e metanolo».
Oltre ai progetti per l’efficientamento energetico, Dolomiti Ambiente ha già avviato il progetto “Alpes”, con un finanziamento di Cariverona. Si tratta di una progettualità che mira a una migliore selezione del rifiuto umido all’origine attraverso la spinta a migliorare le abitudini dei cittadini, in modo da ottenere compost a fine ciclo più pulito. L’umido infatti entra nel biodigestore del Maserot per la produzione elettrica. Ne esce un compost che oggi viene smistato nella rete di agricoltori locali, ma che in prospettiva potrà anche essere messo sul mercato.
CONTI IN ORDINE
Intanto Dolomiti Ambiente ha i conti in ordine. «I risultati del primo semestre 2024 confermano il trend positivo» afferma l’amministratore unico Smaniotto. «La situazione del primo semestre 2024 viaggia intorno allo stesso risultato 2023, quando avevamo chiuso con un utile di 155mila euro. Anche il riscontro al 30 settembre conferma questa dinamica, per cui siamo abbastanza certi che si confermerà anche alla fine dell’anno». «La gestione dell’impianto sta dando profili assai positivi – prosegue Smaniotto -. Stiamo applicando una tariffa per l’umido di 80 euro a tonnellata, mentre per il secco trasferiamo direttamente sulle quattro società di raccolta i costi che sosteniamo, confermando la funzione di scambio dal Maserot ai luoghi di smaltimento».
Il presidente della Provincia ha annunciato anche che nelle prossime settimane, come previsto dalla legge Madia, Palazzo Piloni metterà a gara le proprie quote di Dolomiti Ambiente, pari al 92,4% della società.





