Stop in attesa delle cifre. Se si potesse usare un paragone calcistico, si potrebbe dire che la partita della pista da bob è alla fine del primo tempo. Tutti negli spogliatoi per ricaricare le pile. Poi ci sarà la seconda frazione.
È questo in estrema sintesi l’effetto dell’assemblea dei sindaci di prima e seconda fascia andata in scena ieri mattina (2 agosto). Sindaci di Comuni confinanti con Trento e Bolzano – e di Comuni contermini, ovvero confinanti di confinanti – che si sono riuniti a Belluno per affrontare il tema dell’utilizzo dei Fondi di confine per finanziare le spese di mantenimento delle opere olimpiche, e in particolare della pista da bob, come prevede un accordo firmato al momento solo da Regione Veneto e Comune di Cortina (e subito stoppato dal presidente del comitato Fcc Dario Bond e dalla Provincia di Belluno).
LA RIUNIONE
All’assemblea ha partecipato anche la struttura tecnica regionale, capitanata da Maurizio Gasparin, segretario generale della programmazione del Veneto. Presenti quasi tutti i 40 sindaci di confine e contermini (a esclusione di Lozzo, Rivamonte, Rocca Pietore, San Nicolò Comelico, San Tomaso Agordino e Vallada).
Il clima è stato subito rovente, perché da settimane il tema è sotto la lente e i sindaci sono contrari a utilizzare i Fondi di confine per il mantenimento del bob. Motivo? Si tratterebbe di spese correnti, e gli Fcc hanno sempre avuto un utilizzo esclusivo per spese di gestione.
LA REGIONE
Sulla bozza di accordo però la Regione avrebbe fatto un passo di lato, se non proprio un passo indietro. Il testo, secondo quanto riferito dal presidente Fcc Dario Bond a fine riunione, sarebbe stato scritto male.
Per questo l’assemblea non ha votato nessuna decisione finale e verrà riconvocata a settembre.
MANCANO LE CIFRE
Anche perché c’è un aspetto primario da considerare: al momento mancano le cifre. Vale a dire che non è stato ancora certificato quanto costerà la pista da bob dopo le Olimpiadi. Se il territorio, tramite gli Fcc, dovrà farsene carico, è giusto che sappia l’ammontare dell’impegno economico. E lo valuti attentamente.
«Cortina e Regione stanno aspettando da Simico (Società infrastrutture Milano Cortina 2026, ndr) la stima dei costi, bollinata e certificata. Con quella in mano la Regione tornerà a Belluno, ci sederemo attorno al tavolo e faremo tutti i ragionamenti del caso» hanno spiegato a margine dell’assemblea Dario Bond e il presidente della Provincia Roberto Padrin. «Anche perché nel frattempo Cortina potrà capire le sponsorizzazioni dell’impianto e calcolare quali potranno essere gli introiti delle altre opere olimpiche: saranno questi i soldi che pagheranno il funzionamento futuro della pista da bob». I Fondi di confine servirebbero – casomai – come garanzia. Ma su questo i sindaci degli altri Comuni hanno già messo le mani avanti.
A meno che non si apra l’utilizzo degli Fcc anche a spesa corrente da qui in avanti. Ma questa è un’altra partita, che richiederebbe di cambiare le regole del gioco, ovvero l’intesa di funzionamento del Fondo stesso. Al momento quindi non è in discussione.





