La 29ª edizione di «Oltre le Vette – metafore, uomini, luoghi della montagna» entra nel vivo a Belluno dal 9 al 18 gennaio 2026, dopo le anteprime autunnali. La rassegna, organizzata dal Comune di Belluno, rinnova la collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO, che porta in città due appuntamenti di grande valore: una mostra interattiva e un convegno dedicato alla geologia delle Dolomiti.
Il primo evento è la mostra «Dolomiti: in cammino nella geologia della meraviglia», che sarà inaugurata venerdì 9 gennaio alle 17.30 a Palazzo Bembo. Si tratta di un percorso che racconta come la straordinaria bellezza delle Dolomiti nasca da una matrice geologica, grazie ai contenuti curati dai geologi della Rete del Patrimonio Geologico della Fondazione, alle fotografie di Matteo Visintainer e ai disegni di Davide Bonadonna. La mostra resterà aperta fino all’8 febbraio 2026 con orari differenziati: dal 9 al 18 gennaio sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, mentre il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00. Dal 19 gennaio all’8 febbraio, invece, sarà aperta il giovedì e il venerdì negli stessi orari feriali e il sabato e la domenica con gli orari festivi.
Il secondo appuntamento è il convegno «Dolomiti: geologia da scoprire e raccontare», in programma sabato 17 gennaio alle 10.00 a Palazzo Crepadona. Dopo l’introduzione di Mara Nemela, direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO, interverranno esperti e studiosi che affronteranno temi legati alla storia geologica delle Dolomiti e alla loro valorizzazione, con contributi che spazieranno dalla lettura del passato per un presente più consapevole alle curiosità meno note delle montagne, fino alle esperienze sul territorio e al progetto Dolomites World Heritage Geotrail.
«Valorizzare il patrimonio geologico significa imparare a leggere il paesaggio e coglierne i valori più profondi – sottolinea Roberto Padrin, presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO e della Provincia di Belluno –. Capire come si sono formate le pareti dolomitiche implica rallentare il passo, camminare senza l’ansia di mete “instagrammabili”, gustando la storia lunga 300 milioni di anni». Due occasioni, dunque, per scoprire la meraviglia delle Dolomiti da una prospettiva diversa: quella della geologia, che racconta la loro origine e invita a vivere la montagna con uno sguardo più consapevole.





