Mortalità quasi invariata per il Bellunese: il Covid analizzato nei dati

Mortalità quasi invariata per il Bellunese: il Covid analizzato nei dati

I numeri, all’inizio, hanno fatto paura. Ma a leggerli bene, non c’è da spaventarsi: la pandemia è stata “leggera” per il Bellunese. Molto di più di quanto si potesse immaginare. Perché la mortalità è rimasta praticamente identica agli anni precedenti. Il Covid ha fatto crescere i decessi “solo” dell‘1,1%. Lo dicono i dati EDJNEtwork (European Data Journalism) e Istat rielaborati da Infodata (il blog del Sole 24 Ore).

L’ANALISI

Conviene partire da un dato: Bergamo. La provincia lombarda è stata (ed è tuttora) l’epicentro italiano del coronavirus. Qui la variazione nei decessi è del 147,3% superiore alla media. Subito dietro c’è Cremona con un aumento del 119,1%, seguita da Lodi (+99%). Brescia arriva al 90,8%, mentre Piacenza si ferma al 79,8%. Significa che rispetto al trend degli ultimi anni, ogni cento morti il Covid ne ha provocati un centinaio di più. Il dato di Belluno, al confronto, è acqua fresca; anche se confrontato con le realtà contermini (Bolzano registra un aumento del 29,3%, Trento del 32,4%, Treviso del 10,6%, Pordenone del 5,5%, Udine del 2,3%). 

Interessante uno sguardo continentale. Perché per mesi è stato detto che l’Italia era il Paese più impestato di Covid. Non è proprio così. La provincia di Madrid, ad esempio, ha registrato un aumento del 128,1% nella mortalità. Albacete, Ciudad Real, Toledo e Cuenca (sempre in Spagna) arrivano al 104,1%. La provincia di Haut-Rhin (in Francia) ha visto una crescita del 92,8% nei decessi. Nella provincia di Stoccolma (in Svezia) non è certo andata tanto meglio: +70,7%. E i territori attorno a Londra hanno visto un aumento vicino all’80%. 

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