Lavoro sempre più precario. Il 77% dei nuovi assunti ha contratti a termine

Lavoro sempre più precario. Il 77% dei nuovi assunti ha contratti a termine

Anche la provincia di Belluno si mobilita contro la manovra economica varata dal governo Draghi. Questa mattina, di buon’ora, da Piazzale della Resistenza sono partiti tre autobus cariche di lavoratori e pensionati, che sfileranno a Milano al fianco dei segretari provinciali di Cgil e Uil, Mauro De Carli e Michele Ferraro, che ieri in conferenza stampa hanno presentato motivazioni e finalità della protesta.

«E’ un discorso di giustizia sociale ed equità – spiegano i sindacalisti – che manca totalmente in una manovra che giudichiamo insufficente». Due, in particolare, i punti dolenti. «Partiamo dalle pensioni – spiega De Carli – la manovra prevede il superamento di “quota 100” e di fatto il ritorno alla legge Fornero, senza introdurre quegli elementi di flessibilità all’uscita dal lavoro che chiediamo a gran voce. L’introduzione della cosiddetta “quota 102” sembra quasi una presa in giro, dato che porterà al massimo a 8.500 uscite anticipate a livello nazionale. Tradotto nella nostra provincia, parliamo di una cinquantina di lavoratori in tutto».

C’è poi il tema degli sgravi fiscali, fortemente sbilanciati a favore di chi porta a casa oltre 40mila euro all’anno. «Peccato che l’85% dei lavoratori bellunesi abbia un reddito inferiore ai 35mila euro all’anno, percentuale che sale all’87% tra i pensionati. E per queste fasce di reddito gli sgravi fiscali sono irrisori». Colpa di una scelta precisa. «Il governo ha diviso a metà i 7 miliardi previsti nella manovra: il 47% per chi ha redditi sopra i 35mila euro, il 53% per chi sta sotto. Ma la platea di riferimento è nettamente diversa».

Tra i temi in discussione anche la lotta al precariato. Che è sempre più diffuso pure in provincia, come dimostrano i dati di Veneto Lavoro. «In generale la ripresa occupazionale c’è – spiegano Ferraro e De Carli – anche se non raggiunge ancora i numeri di due anni fa, ma è legata al precariato. Basti pensare che il 77% dei contratti dei nuovi assunti è a tempo determinato». Rispetto al 2019 i primi nove mesi del 2021 hanno visto 125 assunzioni in meno, ma sono cresciuti di molto i contratti precari (+ 1.540), soprattutto per quanto riguarda il lavoro somministrato (+1.350). I contratti a tempo determinato sono aumentati nel manifatturiero (+190) e nel turismo (+125), mentre sono calati di 55 unità nei servizi. La crescita occupazionale legata al precariato è confermata anche dal dato relativo al saldo occupazioni – cessazioni. Anche rispetto al 2020, nonostante un saldo ampiamente positivo, sono calati di 705 unità i contratti a tempo indeterminato.

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