Ci sono persone a cui non servono molte parole per far capire chi sono.
Basta uno sguardo, un gesto, un determinato atteggiamento in un determinato momento. E la capacità di donarsi agli altri. Senza riserve, calcoli o tornaconti. Semplicemente seguendo la propria natura: la natura di un uomo che anteponeva il “noi” all’“io”. La collettività al singolo.
Quell’uomo era Ido Padovan: a soli 60 anni, una terribile malattia lo ha strappato all’affetto della moglie Gabriella, dei due figli Michele e Simone, del fratello Celestino e di un’intera comunità. La stessa che ora ricorda con commozione le splendide serate al “Piccolo” di Farra. Molto più che un locale: un punto di ritrovo e di socialità, in cui chiunque trovava calore, accoglienza. E piatti ben curati.
Straordinario poi il suo impegno in ambito sportivo: amava i motori, ma anche il calcio e la pallavolo, che ha contribuito a promuovere in ambito dirigenziale con competenza e passione.
Insomma, Ido ha lasciato una traccia profonda: a Farra, nella Conca e in tutti coloro che hanno avuto il privilegiato di conoscerlo. E che oggi gli daranno l’ultimo saluto: la cerimonia funebre sarà celebrata alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di Farra.





